10.000 hotel europei citano in giudizio Booking per pratiche tariffarie ingiuste

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Class action contro Booking.com: albergatori europei chiedono giustizia

Una class action senza precedenti ha riunito oltre 10.000 strutture ricettive europee, che si sono appellate alla giustizia olandese per contestare le condizioni imposte da Booking.com negli ultimi vent’anni. Al centro del contenzioso vi sono le cosiddette clausole di parità tariffaria, che impedivano agli hotel di offrire prezzi inferiori sul proprio sito rispetto a quelli pubblicati sul portale. Un vincolo che, secondo le associazioni di categoria, ha danneggiato la concorrenza e ridotto la libertà commerciale degli operatori.

L’intervento della Corte UE e le conseguenze per il mercato

Il punto di svolta è arrivato con una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del settembre 2024, che ha dichiarato queste clausole anticoncorrenziali. Il pronunciamento ha chiarito che Booking.com può operare pienamente anche senza imporre obblighi di prezzo agli hotel. La piattaforma, nel frattempo, ha rimosso queste clausole in tutta l’Area Economica Europea, anche in virtù delle nuove regole introdotte dal Digital Markets Act.

La causa legale, coordinata da Hotel Claims Alliance e sostenuta da oltre trenta associazioni nazionali del settore – tra cui Federalberghi e l’associazione tedesca IHA – riguarda il periodo compreso tra il 2004 e il 2024. Gli albergatori contestano non solo la mancata autonomia nei prezzi, ma anche le commissioni elevate, che spesso hanno superato il 12% per singola prenotazione.

*È curioso osservare come una tecnologia nata per facilitare le prenotazioni si sia trasformata in una gabbia contrattuale per migliaia di imprese. Quando la libertà economica è subordinata agli algoritmi di una piattaforma, le regole devono intervenire con decisione.*

Booking.com ha rigettato le accuse e ha dichiarato di essere in fase di analisi. Nel frattempo, gli hotel hanno tempo fino al 29 agosto 2025 per unirsi alla causa, che potrebbe stabilire un precedente rilevante nel rapporto tra grandi piattaforme e operatori del turismo. I riflettori restano puntati su questo scontro legale, che potrebbe ridefinire gli equilibri del mercato digitale europeo.