Le autorità europee sulla protezione dei dati hanno inviato un messaggio inequivocabile: il rispetto del consenso e della trasparenza non è più negoziabile. In Francia, la Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés ha inflitto a Vanity Fair una sanzione da 750mila euro per l’uso dei cookie senza consenso esplicito. In Belgio, un’altra decisione ha colpito il broker Infobel, condannato a pagare 40mila euro per la vendita di dati personali senza autorizzazione. Due casi che mostrano una nuova fermezza nel far rispettare le regole del GDPR e proteggere i diritti digitali dei cittadini.
Multe GDPR in Europa: una linea sempre più rigida
La sanzione alla società editrice di Vanity Fair nasce da una segnalazione del gruppo Noyb, fondato da Max Schrems, che da anni si batte per un’applicazione concreta della normativa europea sulla privacy. L’indagine ha rivelato che la piattaforma francese raccoglieva dati di navigazione e tracciava gli utenti prima che questi avessero accettato i cookie. Il sito non forniva inoltre un’opzione chiara per rifiutare il tracciamento, contravvenendo al principio di consenso libero e informato. La CNIL ha quindi imposto una multa che, pur proporzionata al fatturato, manda un segnale forte a tutto il comparto editoriale e pubblicitario.
In Belgio, l’Autorità per la protezione dei dati ha punito Infobel per aver rivenduto informazioni anagrafiche a soggetti terzi senza una base giuridica valida. L’inchiesta era partita da una semplice segnalazione di un cittadino che aveva ricevuto materiale pubblicitario indesiderato. L’autorità ha accertato che l’interessato non era stato informato del trattamento né aveva potuto esercitare il diritto alla cancellazione. Un caso emblematico di come la protezione dei dati possa emergere anche da singole iniziative individuali.
Consenso e trasparenza nei dati personali
Le due sanzioni hanno un comune denominatore che vede una nuova centralità del consenso come pilastro del trattamento dei dati che definisce la fiducia tra cittadini e piattaforme digitali. Sempre più spesso, le autorità europee mostrano che la compliance va introdotta nella cultura organizzativa.
