Addio a scatole troppo grandi, il regolamento europeo obbliga l’e-commerce a ripensare le spedizioni

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Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) stabilisce che negli imballaggi per e-commerce lo spazio vuoto non potrà superare il 50%, con i materiali di riempimento come cuscini d'aria e pluriball conteggiati nel calcolo. La norma si applica dal 12 agosto 2026 e riguarda retailer online, marketplace, centri di fulfilment e operatori logistici attivi nel mercato europeo.

Chi spedisce prodotti online in Europa ha una scadenza precisa da tenere presente: il 12 agosto 2026. Da quella data il Regolamento (UE) 2025/40, noto nel settore con l’acronimo PPWR, diventa vincolante in tutti gli Stati membri senza bisogno di alcun recepimento nazionale. A differenza delle direttive, che lasciano ai singoli Paesi margini di interpretazione e tempi di adozione variabili, questo strumento giuridico si applica direttamente, in modo uniforme da Lisbona a Varsavia. Per il commercio elettronico, la disposizione più immediata riguarda gli imballaggi da spedizione: lo spazio vuoto al loro interno non potrà superare il 50% del volume totale, con piena operatività dell’obbligo fissata al 1° gennaio 2030.

Il pluriball non è più una protezione: è spazio vuoto

La definizione che il PPWR dà di “spazio vuoto” è il punto che ha generato più attenzione tra gli operatori del settore. Non si tratta soltanto dell’aria residua tra il prodotto e le pareti della scatola. Nel calcolo rientrano anche tutti i materiali di riempimento abitualmente usati nelle spedizioni: cuscini gonfiabili, pluriball, schiume protettive, imbottiture in carta. Ciò che fino a ieri veniva classificato come protezione del prodotto viene ora trattato, ai fini della norma, come volume non produttivo. Il risultato pratico è che le scatole sovradimensionate farcite di riempitivo non soddisfano più i criteri di conformità, indipendentemente dalla funzione protettiva che quel materiale svolgeva.

Il regolamento va oltre il solo limite quantitativo. Vieta esplicitamente le strutture pensate per gonfiare artificialmente la percezione del volume: doppie pareti, doppi fondi e soluzioni analoghe sono fuori dai parametri ammessi, salvo che l’operatore dimostri una necessità tecnica documentata. L’obiettivo dichiarato dai regolatori è eliminare il packaging che, secondo la formulazione del testo, “dà una falsa impressione di volume”. Sul piano delle esenzioni, la norma prevede margini per quegli imballaggi in cui il volume aggiuntivo è giustificato dalla protezione del prodotto durante il trasporto, oppure per design legati a marchi registrati prima dell’entrata in vigore del regolamento. Alcune categorie di imballaggi medicali e prodotti con requisiti tecnici specifici possono beneficiare di deroghe parziali, ma il perimetro di queste eccezioni è circoscritto e richiede documentazione a supporto.

Un elemento ancora aperto riguarda le modalità di misurazione. La Commissione Europea è attesa entro febbraio 2028 per pubblicare le metodologie armonizzate di calcolo dello spazio vuoto. Fino ad allora, le aziende dovranno prepararsi senza disporre di parametri standardizzati, il che rende la pianificazione più complessa ma non rinviabile: i processi di confezionamento, i sistemi IT per la gestione della compliance e i rapporti con i fornitori di imballaggi richiedono tempi di adeguamento che vanno oltre i mesi.

Chi è coinvolto e cosa cambia nella pratica

Il perimetro di soggetti a cui si applica la norma è ampio. Retailer online, centri di fulfilment, operatori logistici che gestiscono imballaggi da trasporto, venditori su marketplace: tutti rientrano nell’ambito del PPWR. Le piattaforme come Amazon e eBay hanno obblighi specifici: devono verificare che i propri venditori siano registrati nei sistemi di responsabilità estesa del produttore e rispettino i requisiti di conformità. Chi vende tramite questi canali non può quindi delegare il problema alla piattaforma; la responsabilità resta in capo all’operatore che immette il prodotto imballato sul mercato. Le sanzioni, la cui definizione è demandata ai singoli Stati membri entro febbraio 2027, possono arrivare a cifre nell’ordine delle sei cifre per le violazioni più gravi, con il rischio aggiuntivo di essere esclusi dalle piattaforme in caso di mancata documentazione della conformità.

Sul piano tecnologico, la transizione verso il right-sizing, ovvero imballaggi dimensionati sul prodotto reale, ha già soluzioni disponibili: sistemi di scansione 3D, linee automatizzate di produzione di scatole su misura, software di ottimizzazione volumetrica. Gli analisti del settore segnalano che il ridimensionamento degli imballaggi può abbassare i costi di spedizione per effetto della riduzione del peso volumetrico, che i corrieri usano come base di calcolo tariffario. Un pacco più compatto può rientrare in una fascia di prezzo inferiore, con risparmi che su volumi elevati diventano significativi.