Dal 22 settembre 2025, le piattaforme di Google non ospiteranno più pubblicità politiche nell’Unione Europea, fatta eccezione per i messaggi ufficiali delle istituzioni pubbliche. Si tratta di un cambiamento profondo che riscrive le regole della comunicazione elettorale digitale in Europa. La decisione arriva in risposta al Regolamento UE 2024/900, che impone nuovi criteri di trasparenza e responsabilità per le inserzioni politiche online.
Quali messaggi politici saranno ancora ammessi su Google
Google accetterà soltanto campagne provenienti da autorità pubbliche europee o statali. Questi contenuti dovranno limitarsi a fornire informazioni neutre, come le modalità di partecipazione a elezioni o referendum. Ogni tentativo di influenzare l’opinione pubblica sarà escluso a priori. Le comunicazioni ammesse dovranno passare attraverso un processo di certificazione preventiva, che richiede fino a cinque giorni lavorativi e verifica l’autenticità del mittente. Inoltre, sarà necessaria un’autodichiarazione esplicita all’interno della piattaforma pubblicitaria.
Nuovi obblighi per gli inserzionisti e impatto operativo
Da metà agosto 2025, chiunque voglia lanciare una campagna Google Ads dovrà specificare se contiene contenuti politici legati all’Unione Europea. Le API saranno aggiornate per imporre questa dichiarazione come passaggio obbligatorio. In caso di conferma, l’annuncio verrà automaticamente disattivato per l’intero territorio dell’UE dal 22 settembre. Questo passaggio tecnico anticipa una sospensione del report ufficiale di trasparenza sulle pubblicità politiche, anche se alcune informazioni resteranno consultabili nel centro trasparenza annunci di Google.
Il nuovo scenario ridisegna le strategie di comunicazione dei partiti e dei candidati, ma pone anche interrogativi sul futuro del dibattito democratico in rete. *Affidare a un algoritmo il compito di distinguere tra informazione neutra e contenuto politico non è operazione semplice. Il rischio è che si affermi un modello in cui solo chi parla con voce istituzionale ha diritto di parola digitale durante i momenti elettorali.*
Questa stretta di Google si inserisce in un contesto più ampio di riforme europee per regolamentare la comunicazione politica online. Il Regolamento 2024/900 introduce vincoli stringenti: divieto di targeting su base sensibile, tutela dei minori, restrizioni sul contenuto transfrontaliero e obblighi di archiviazione dati per sette anni. In parallelo, verrà istituito un repository centrale a livello europeo dove saranno conservate informazioni dettagliate su ogni inserzione politica autorizzata.
Le implicazioni per chi opera nel digitale sono molteplici. Le agenzie di comunicazione politica, le piattaforme tecnologiche e gli attori istituzionali dovranno aggiornare processi, linguaggi e strumenti. Più che una semplice regolazione tecnica, si tratta di una ridefinizione dell’arena pubblica digitale europea. E il bilanciamento tra libertà di espressione, equità del dibattito e controllo degli abusi sarà messo alla prova, campagna dopo campagna.
