L’Unione Europea sta intensificando gli interventi contro le grandi piattaforme di e-commerce provenienti dalla Cina, come Temu, Shein e AliExpress. L’incremento delle importazioni a basso costo, che ha sollevato preoccupazioni in merito alla concorrenza sleale e al dumping, ha portato l’UE a introdurre nuove normative e misure fiscali. Queste politiche mirano a riequilibrare il mercato, proteggere le imprese europee e garantire che tutte le aziende che operano nel mercato unico rispettino le stesse regole.
Il raid su Temu e le indagini sulle sovvenzioni statali
Nel dicembre 2025, l’Unione Europea ha avviato un’indagine formale che ha incluso una perquisizione negli uffici di Temu a Dublino, nell’ambito di un controllo più ampio sulle sovvenzioni estere. Temu, una piattaforma di e-commerce controllata dal gruppo cinese PDD Holdings, ha rapidamente conquistato il mercato europeo con un modello di business basato su prezzi bassissimi e consegne rapide. Tuttavia, l’espansione della piattaforma ha sollevato dubbi sulla trasparenza delle sue pratiche commerciali e sulla possibilità che Temu stia ricevendo sovvenzioni statali cinesi non dichiarate, che potrebbero distorcere la concorrenza. La Commissione Europea ha avviato l’indagine per verificare se queste sovvenzioni abbiano conferito a Temu un vantaggio economico ingiusto rispetto alle imprese europee.
L’UE ha il potere di applicare sanzioni severe per le aziende che beneficiano di aiuti distorsivi, fino al 10% del fatturato globale annuo. Questa indagine fa parte di una strategia europea più ampia che mira a riequilibrare il mercato digitale e garantire che tutte le piattaforme rispettino le stesse regole, in particolare quelle riguardanti la trasparenza, la sicurezza dei prodotti e la protezione dei consumatori.
La nuova tassa sulle micro spedizioni
In parallelo all’indagine su Temu, l’Unione Europea sta introducendo una nuova misura fiscale per contrastare le pratiche di commercio ultra-low-cost, particolarmente visibili nelle piattaforme come Temu e Shein. A partire dal 2026, ogni pacco proveniente da Paesi extra-UE con un valore inferiore ai 150 euro sarà soggetto a una tassa di 2 euro per ogni spedizione. Questo balzello non è applicato sul singolo prodotto, ma sull’intera spedizione, indipendentemente dal valore dell’ordine, penalizzando così principalmente gli acquisti a basso costo.
Il governo italiano ha anticipato l’introduzione di questa misura nel contesto della legge di bilancio, con l’obiettivo di frenare la crescente concorrenza sleale. L’esenzione doganale sulle micro-spedizioni, che ha favorito l’ingresso massivo di pacchi a basso valore, ha messo sotto pressione le imprese locali. La Commissione Europea sta esplorando la possibilità di estendere questa tassa a livello UE per evitare distorsioni tra gli Stati membri. La tassa, applicata direttamente al checkout, sarà riscossa da corrieri e piattaforme che gestiscono l’importazione.
Implicazioni per le piattaforme e i consumatori
La nuova tassa avrà un impatto diretto sulle piattaforme che fondano il loro modello di business su piccole spedizioni frammentate, come quelle che operano nel settore dell’ultra-fast fashion e nei gadget tecnologici. Gli utenti che acquistano frequentemente prodotti di basso valore dovranno affrontare un aumento nei costi, con un incremento significativo soprattutto per acquisti piccoli e impulsivi.
Le piattaforme come Temu e Shein dovranno decidere se assorbire la tassa per mantenere i prezzi competitivi o trasferirla sui consumatori. In ogni caso, la tassa potrebbe ridurre l’attrattiva degli acquisti ultra-low-cost e spingere i consumatori a rivedere i propri comportamenti d’acquisto.
Questi sviluppi sono parte di una più ampia strategia dell’Unione Europea per costruire un ecosistema digitale autonomo, capace di competere con giganti come Stati Uniti e Cina senza dipendere da modelli industriali esterni. Il regolamento sulle sovvenzioni estere, insieme alle nuove normative fiscali, mira a garantire che tutte le piattaforme operanti in Europa siano sottoposte a regole trasparenti e uniformi.
In futuro, altri marketplace internazionali potrebbero essere sottoposti a indagini simili, con l’obiettivo di rafforzare la protezione delle imprese locali, la sicurezza dei consumatori e la trasparenza delle pratiche commerciali. La battaglia per la sovranità digitale in Europa è appena iniziata, e le piattaforme come Temu, Shein e AliExpress si troveranno a dover affrontare un ambiente normativo sempre più rigoroso.
