Agostinis: «Non possiamo fermarci per paura delle normative.»

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Durante il suo intervento a Forward.Talks 2025, Francesco Agostinis ha affrontato con tono diretto il rapporto tra imprese digitali e regolamentazioni europee. Ha invitato gli imprenditori a non subire il cambiamento, ma a comprenderlo e gestirlo. Un messaggio che unisce pragmatismo e fiducia nel valore dello studio e della comunicazione.

Durante il Forward.Talks 2025 di Milano, Francesco Agostinis ha portato sul palco una riflessione lucida e coraggiosa: «Non possiamo fermarci per paura delle normative». La sua frase, pronunciata con tono diretto, ha racchiuso l’essenza di un discorso rivolto a imprenditori, marketer e professionisti del digitale, chiamati a trovare equilibrio tra innovazione e regole. L’e-commerce, ha spiegato, vive oggi un’epoca di transizione continua, fatta di cambiamenti tecnologici, geopolitici e normativi che obbligano chi lavora nel settore a reinventarsi ogni giorno.

Dal caos alla consapevolezza

Agostinis, imprenditore e divulgatore, ha ricordato come la vera sfida per chi guida aziende digitali non sia la burocrazia, ma la paura che la accompagna. «Il problema più grande che ho visto è la paura della legge, della novità, del cambiamento», ha detto. Un concetto che va oltre le norme e tocca la cultura d’impresa italiana. Nella sua esperienza, affrontare il cambiamento significa imparare a studiare e ad affidarsi a chi sa spiegare le regole con chiarezza. Ha raccontato di come, ai tempi del GDPR, molti imprenditori si siano paralizzati di fronte a una normativa percepita come un ostacolo. Ma la soluzione, ha ribadito, non è evitare la legge. Occorre, invece, comprenderla, adattarla al contesto e continuare a crescere. Per Agostinis, l’imprenditore moderno ha bisogno di due qualità. Da un lato ha necessità di dotarsi di grande pazienza, dall’altro di potersi avvalere di buoni consulenti. «Se ascolti pedissequamente i consulenti, rischi di bloccare il business. Devi trovare un punto di equilibrio tra ciò che vuole la legge e ciò che puoi fare in quel momento.»

Le sfide dell’AI Act e il nodo della semplificazione

Il suo intervento si è poi spostato sull’intelligenza artificiale e sulle nuove regole europee. Interrogato sull’AI Act, Agostinis è stato netto: «Non staremo mai al passo della velocità del mercato, e non compete neanche al legislatore farlo». Ha espresso fiducia nelle intenzioni dell’Europa, ma anche il timore che un eccesso di norme possa rallentare l’innovazione. «Se si replica l’approccio del GDPR, nessuno riuscirà a fare nulla», ha avvertito, sottolineando l’urgenza di una comunicazione più chiara tra istituzioni, aziende e cittadini. Il suo appello alla semplificazione non è un rifiuto delle regole, ma una richiesta di coerenza. Le normative, ha ricordato, devono proteggere i consumatori e le imprese allo stesso tempo, evitando di schiacciare le piccole realtà con obblighi pensati per i giganti del mercato. È un punto che tocca da vicino l’ecosistema digitale italiano, dove la velocità dell’innovazione spesso si scontra con la lentezza amministrativa.

Agostinis ha citato esempi concreti di aziende penalizzate da dazi e regolamenti che impediscono di competere con i mercati esteri. «Se l’Europa non tutela i suoi business, sta uccidendo le imprese», ha detto, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio più “pro-Europa”, capace di sostenere chi genera valore reale. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che eventi come il Forward.Talks servono proprio a questo: “capire meglio, imparare dagli altri, costruire soluzioni insieme”.

Comunicare per crescere

Uno dei passaggi più apprezzati del suo intervento ha riguardato il ruolo della comunicazione. Agostinis ha invitato chi lavora nel digitale a parlare di più dei temi complessi: «Se parliamo tutti un po’ di più di questi argomenti difficili, in modo semplice, impariamo tutti qualcosa». La sua conclusione è stata un invito alla responsabilità collettiva: studiare, condividere, comunicare. “Se smettiamo di reagire con paura e iniziamo a comunicare meglio ciò che sappiamo, possiamo far crescere il sistema digitale italiano. Serve studio, coraggio e un passo alla volta.”

In un’epoca in cui la tecnologia corre più veloce delle leggi, la visione di Agostinis restituisce una lezione di equilibrio. Le regole non devono essere gabbie, ma strumenti per dare forma a un futuro sostenibile e competitivo. E forse, proprio da questa consapevolezza, può nascere la nuova cultura digitale italiana.