Ventiquattro mesi fa l’Europa era ancora ferma alla fase delle dichiarazioni d’intento. Dodici mesi fa ha messo nero su bianco un piano industriale per l’intelligenza artificiale. Oggi, con il primo bilancio dell’AI Continent Action Plan, Bruxelles presenta risultati misurabili su tutti i fronti aperti nel 2025: infrastrutture, dati, adozione nei settori produttivi, formazione professionale e revisione delle regole. La Commissione non si limita a rivendicare progressi politici generici, elenca cantieri aperti, fondi impegnati, strutture operative e scadenze già rispettate.
Diciannove fabbriche di calcolo e le Gigafactories all’orizzonte
Il risultato più visibile riguarda le infrastrutture computazionali. L’Unione Europea ha attivato 19 AI Factories distribuite sui supercomputer di punta del continente, affiancate da 13 antenne regionali che estendono l’accesso alle risorse di calcolo anche alle realtà più periferiche, incluse startup e gruppi di ricerca lontani dai grandi hub tecnologici. Questo sistema a rete serve a garantire che la potenza computazionale necessaria per sviluppare modelli di intelligenza artificiale non sia accessibile solo ai colossi privati, ma anche alle piccole imprese e alle università. Parallelamente, sono in fase di avvio le AI Gigafactories: strutture di scala superiore, dotate di oltre 100.000 processori avanzati, pensate per addestrare i modelli più complessi — quelli che oggi richiedono risorse che solo pochi laboratori privati al mondo possono permettersi. La call per i consorzi interessati a partecipare ha già ricevuto ampia risposta, e l’iniziativa InvestAI punta a mobilitare 20 miliardi di euro per realizzare fino a cinque di queste strutture in altrettanti paesi dell’Unione.
Sul versante dei dati, la Commissione ha lanciato la Data Union Strategy con l’obiettivo dichiarato di costruire un mercato unico europeo delle informazioni: più disponibilità, più interoperabilità tra settori, meno frammentazione tra i diversi Stati membri. I Data Labs, integrati nelle AI Factories, avranno il compito di raccogliere, certificare e rendere accessibili grandi volumi di dati provenienti da ambiti diversi, collegandoli agli spazi dati europei già esistenti come lo Spazio Europeo dei Dati Sanitari. A questo si affianca l’AI Omnibus, pacchetto di misure che semplifica alcune delle disposizioni dell’AI Act riducendo i costi di adeguamento per le imprese e offrendo maggiore certezza giuridica a chi sviluppa o distribuisce sistemi di intelligenza artificiale nel mercato europeo.
Sul piano della formazione, è partita l’AI Skills Academy, pensata come punto di accesso unico per chi vuole aggiornarsi o riqualificarsi nel campo dell’IA, con programmi che coprono sia i profili tecnici sia quelli non tecnici. Sono previste borse di studio, schemi di rientro per professioniste che hanno interrotto la carriera e percorsi dedicati ai lavoratori over 45 nei settori a rischio automazione.
Un miliardo già impegnato per portare l’IA nelle imprese e nella sanità
L’Apply AI Strategy, varata nell’ottobre 2025, è diventata il braccio operativo del piano per la diffusione dell’intelligenza artificiale nei settori produttivi e nella pubblica amministrazione. Con oltre un miliardo di euro già stanziato attraverso chiamate a progetto, la strategia coinvolge ambiti come la sanità, i trasporti, l’energia e i servizi pubblici. I Digital Innovation Hubs europei svolgono il ruolo di facilitatori locali: offrono supporto tecnico, orientamento normativo e percorsi di formazione alle PMI che vogliono integrare soluzioni di IA nei propri processi. Tra le iniziative più specifiche figura il lancio di una rete europea di centri di screening avanzati basati sull’intelligenza artificiale, con ricadute attese in primo luogo in campo diagnostico, e una competizione aperta dedicata allo sviluppo di modelli di frontiera. L’Apply AI Alliance coordina il dialogo tra fornitori di IA, industria, settore pubblico, accademia e parti sociali, con l’obiettivo di mappare i bisogni reali dei diversi comparti e orientare di conseguenza gli investimenti.
Sul fronte normativo, l’AI Act Service Desk è diventato operativo come strumento di orientamento per le imprese che devono adeguarsi al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. I sandbox regolatori nazionali, ambienti controllati in cui testare sistemi IA innovativi sotto supervisione delle autorità competenti, saranno pienamente attivi da agosto 2026, la stessa scadenza entro cui si applicheranno i requisiti principali per i sistemi ad alto rischio. La Commissione ha già annunciato che l’European AI Innovation Month, in programma dal 14 ottobre al 17 novembre 2026, sarà la vetrina pubblica dei progressi raggiunti dall’ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale nel corso di questo primo anno di attuazione.
