Gli e-commerce cinesi abbassano i prezzi e l’Europa trema
Le grandi piattaforme digitali cinesi investono miliardi per dominare il settore delle consegne ultraveloci. La strategia aggressiva riduce i margini e genera allarme tra le autorità. .
Analisi delle norme e responsabilità legali legate al commercio elettronico, tra obblighi informativi, diritti dei consumatori e compliance alle regole UE.
Le grandi piattaforme digitali cinesi investono miliardi per dominare il settore delle consegne ultraveloci. La strategia aggressiva riduce i margini e genera allarme tra le autorità. .
Le nuove tariffe doganali decise da Trump cancellano l’esenzione per gli acquisti sotto gli 800 dollari. La decisione colpisce in pieno le piccole e medie imprese italiane che esportano online, mettendo a rischio competitività e fiducia dei clienti americani. L’Europa è chiamata a una risposta politica e diplomatica.
Ogni giorno milioni di pacchi provenienti da piattaforme come Temu e Shein entrano nei confini europei, creando enormi difficoltà ai controlli doganali. L’Unione Europea prepara nuove regole fiscali e misure di sicurezza per gestire un fenomeno che mette sotto pressione sia il mercato interno sia la tutela dei consumatori.
La decisione degli Stati Uniti di anticipare la fine dell'esenzione daziaria per i pacchi di basso valore sta provocando una reazione a catena nei servizi postali di tutto il mondo. Molti operatori sospendono le spedizioni verso gli USA, in attesa di chiarezza sulle nuove responsabilità doganali. Le conseguenze rischiano di pesare su e-commerce, piccole imprese e utenti finali.
Nel Regno Unito, oltre 45 milioni di consumatori sono coinvolti in una class action contro Amazon, accusata di mantenere artificialmente alti i prezzi dei venditori terzi. La causa, intentata da una no-profit e guidata dallo studio legale Stephenson Harwood, punta a contestare una politica contrattuale ritenuta anticoncorrenziale. Amazon respinge le accuse, ma il caso ha eco internazionale.
Con la firma del GENIUS Act, gli Stati Uniti aprono la strada a un’adozione più ampia delle stablecoin, fissando regole chiare su riserve e trasparenza. Grandi aziende e istituti finanziari valutano l’emissione di monete digitali proprie, attratte da nuove opportunità nei pagamenti. Restano tuttavia sfide su conformità normativa, infrastrutture e casi d’uso.