Cronache da un futuro senza Europa.
Doha ha il colore del futuro. La mia non vuole essere una metafora. Mi riferisco proprio a un dato quasi fisico: lo si vede nei cantieri che lavorano anche di notte, nelle…
Riflessioni critiche e punti di vista personali su temi digitali e giuridici, per stimolare il dibattito e mettere in discussione certezze apparenti.
Doha ha il colore del futuro. La mia non vuole essere una metafora. Mi riferisco proprio a un dato quasi fisico: lo si vede nei cantieri che lavorano anche di notte, nelle…
Nell'ultimo anno abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel nostro rapporto con la conoscenza e con il linguaggio. Due concetti descrivono la trasformazione culturale e cognitiva causata dall’intelligenza artificiale. Il vero pericolo del 2026 sarà la nostra crescente identificazione con essa, fino a confondere l’origine stessa del pensiero.
Facebook oggi è una piattaforma che conserva l’aspetto di un tempo ma ha cambiato radicalmente natura: da spazio sociale a struttura commerciale, in cui la moderazione è subordinata al profitto. Il risultato è un ambiente degradato, permissivo verso contenuti pericolosi e truffaldini, mentre l’intervento normativo, pur ambizioso, arriva sempre troppo tardi.
Il Digital Omnibus viene venduto come semplificazione, ma dietro la vetrina lucida potrebbe esserci una riscrittura silenziosa dei rapporti di potere nel digitale europeo. Utenti rassicurati, imprese alleggerite, piattaforme decisamente soddisfatte. E mentre Bruxelles parla di efficienza, la politica si sposta a destra e le lobby dettano i tempi.
La nuova misura italiana che impone la verifica dell’età per accedere ai siti pornografici è tecnicamente avanzata, rispettosa della privacy e corretta nei principi. Ma rischia di fallire nel suo obiettivo principale: proteggere i minori.
C’è urgente bisogno di una filiera digitale autonoma che garantisca resilienza e indipendenza all’Europa. Il blackout di Signal del 20 ottobre ha rivelato la dipendenza critica dell’Unione Europea da infrastrutture digitali statunitensi, sollevando gravi interrogativi sulla sovranità tecnologica europea.
L’episodio del blocco di un pagamento su PayPal per una causale riferita a Francesca Albanese, relatrice ONU sanzionata dagli USA, solleva il problema del rispetto del diritto europeo. Il fatto che una piattaforma operante in Europa applichi unilateralmente sanzioni statunitensi, senza un atto vincolante dell’UE, evidenzia una preoccupante subordinazione giuridica e tecnologica.
Il tribunale olandese impone a Meta di offrire un feed cronologico, scardinando per la prima volta il principio fondante dell'economia dell'attenzione tramite il Digital Services Act. Una decisione che appare liberatoria, ma che solleva interrogativi profondi.
L’uccisione di Charlie Kirk ha acceso una tempesta digitale in cui la tragedia è diventata contenuto virale, terreno di scontro e specchio deformato di una rete sempre meno moderata. Questo editoriale denuncia il declino della responsabilità online, l’erosione degli strumenti di controllo da parte delle piattaforme e il trionfo degli algoritmi sulla complessità. Una riflessione scomoda ma urgente su come la polarizzazione trasformi la realtà in tifoseria e la violenza in spettacolo.
Il Congresso USA apre un’indagine su Wikipedia per presunte manipolazioni anti-Israele, ma la mossa arriva tardi e rivela un doppio standard evidente. La politica americana sembra invocare libertà d’informazione solo quando conviene, mentre tratta la verità come uno strumento geopolitico. Il vero nodo non è Wikipedia, ma una gestione selettiva della trasparenza e della democrazia.