Editoriale

Dalla dipendenza alla libertà legale: la battaglia degli hotel contro il colosso digitale

Antonino Polimeni

Avvocato, fondatore di Polimeni.Legal, da oltre vent’anni si occupa di diritto applicato al mondo digitale. Autore di numerosi libri, è presidente dell’Associazione Digital for Children, con cui promuove l’educazione digitale e guida missioni umanitarie nel mondo. Difende un’idea semplice: la tecnologia deve servire alle persone, non dominarle.

Per 20 anni gli albergatori europei hanno dovuto accettare una condizione: se volevano essere su Booking, non potevano offrire prezzi più bassi altrove, nemmeno sul proprio sito. Una clausola semplice, ma devastante, perchè ha congelato la concorrenza e consolidato il potere di una sola piattaforma. A discapito di tutto il mercato. Poi, si è rotto il gioco: la sentenza della corte di giustizia europea e infine il Digital Markets Act. Fine del monopolio forzato.
Ma chi paga per quei 20 anni? dal 2004 al 2024?
La notizia è che 10.000 hotel stanno hanno portato Booking in tribunale. Vogliono risarcimenti per quegli anni di vincoli imposti, di margini erosi, di autonomia commerciale compressa.
Ragazzi tutto questo è un simbolo, è una resa dei conti tra due modelli. Da una parte, quello delle piattaforme digitali che per anni hanno operato con regole proprie. Dall’altra, il nuovo quadro giuridico europeo, che sta riscrivendo i rapporti di forza. Perché una piattaforma può (e deve solamente) essere un intermediario e NON un regolatore di fatto.