La Commissione Europea ha presentato il Digital Omnibus, un piano ambizioso che promette di semplificare l’intero sistema normativo digitale dell’Unione. Oltre alla semplificazione normativa per favorire la competitività del sistema digitale, c’è anche l’obiettivo, per nulla secondario, di ridurre del 25% gli oneri di compliance per le imprese europee e del 35% per le PMI entro il 2030.
Un quadro unico per le norme digitali
Il Digital Omnibus nasce dall’esigenza di creare coerenza tra le principali normative europee come GDPR, AI Act, Data Act, NIS2, ePrivacy, Data Governance Act e Cyber Resilience Act. Negli ultimi anni queste leggi hanno reso più sicuro e trasparente il mondo digitale, ma hanno anche generato una complessità crescente per chi opera nel settore. Con il nuovo pacchetto, Bruxelles punta a integrare e armonizzare gli obblighi, eliminando duplicazioni e sezioni ambigue.
La Commissione propone di unificare strumenti come il Data Governance Act e la Open Data Directive in un unico Data Act, oltre ad allineare i requisiti di cybersicurezza tra NIS2, DORA e Cyber Resilience Act. L’obiettivo è dare vita a un corpus normativo più leggibile, che segua l’evoluzione tecnologica senza costringere le imprese a interpretazioni differenti in ogni Stato membro.
Ridurre i costi di compliance senza abbassare le tutele
Secondo Bruxelles, la chiave del Digital Omnibus è la proporzionalità. Le imprese dovranno continuare a rispettare standard elevati di protezione dei dati e sicurezza, ma in un quadro più lineare e coerente. Tagliare del 25% gli oneri amministrativi significa liberare risorse economiche e tempo per l’innovazione.
L’iniziativa si inserisce nel programma “Simpler and Faster Europe” e nasce da una consultazione pubblica che ha ricevuto ampio consenso. Molti operatori del settore, come l’alleanza Data and Technology for Compliance (DT4C), hanno sottolineato come la chiarezza normativa possa rendere più efficaci gli strumenti di conformità, favorendo soluzioni interoperabili e identità digitali aziendali più sicure.
Parallelamente, anche l’Autorità Bancaria Europea (EBA) sta lavorando in questa direzione, riducendo gli obblighi di rendicontazione e digitalizzando il Single Rulebook. Due percorsi diversi ma convergenti: quello orizzontale della Commissione e quello settoriale dell’EBA. Entrambi mirano a un obiettivo comune e cioè quello di rafforzare la fiducia nelle regole e sostenere la competitività europea.
Una sfida di coerenza per il futuro digitale dell’Europa
Per le imprese tecnologiche e per chi lavora nella consulenza legale o nella gestione dei dati, la riforma rappresenta un cambio di paradigma. Meno frammentazione significa processi più snelli, ma anche la necessità di monitorare con attenzione i futuri atti delegati e le interpretazioni nazionali. Il rischio, infatti, è che la semplificazione resti teorica se gli Stati membri non riusciranno a recepire il pacchetto in modo uniforme.
Il Digital Omnibus è dunque un passo decisivo verso un’Europa digitale più chiara e competitiva. Se gli obiettivi dovessero essere mantenuti, entro il 2030 le imprese europee potrebbero risparmiare miliardi di euro in burocrazia, reinvestendoli in innovazione, sicurezza e sviluppo sostenibile.
