È emersa a Bruxelles una bozza riservata del Programma di Lavoro 2026 della Commissione europea, intitolata “Europe’s Independence Moment”. Il documento, datato 14 ottobre 2025 e classificato Sensitive – Until Adoption, anticipa le priorità legislative che la presidente Ursula von der Leyen presenterà alla plenaria di Strasburgo tra il 22 e il 24 ottobre, prima dell’approvazione ufficiale prevista entro fine mese. Si tratta di un testo di trenta pagine che disegna la fase conclusiva del mandato della Commissione, concentrandosi su autonomia strategica, difesa e transizione digitale.
Il 2026 come anno dell’indipendenza economica e tecnologica
La Commissione definisce il 2026 come il “momento dell’indipendenza europea”, individuando tre obiettivi centrali: ridurre la burocrazia, promuovere la sicurezza digitale e consolidare il mercato unico. L’intento è quello di trasformare la costruzione normativa degli ultimi anni – dal Digital Services Act al Data Act – in un sistema coeso e operativo. Il piano si inserisce nel quadro della Strategia di Sicurezza Economica e del Green Deal Industrial Plan, con l’ambizione di rendere l’Unione più autonoma rispetto alle dipendenze esterne in materia di tecnologia e difesa.
Tra le innovazioni più significative spicca il progetto di un “28° regime europeo”: un sistema di diritto opzionale che permetterà alle imprese di adottare un quadro normativo comune per operare in tutta l’Unione. L’obiettivo è superare le differenze tra ordinamenti nazionali e ridurre i costi di compliance per startup, piattaforme e aziende ad alta intensità tecnologica. Questa misura rappresenta un passo concreto verso un mercato digitale realmente integrato e competitivo.
Cybersecurity e AI al centro dell’agenda normativa
La sicurezza informatica sarà uno dei pilastri del programma. Nel primo semestre 2026 è atteso il pacchetto Cyber Europe 2026, che aggiornerà il Cyber Resilience Act e la direttiva NIS2. La proposta include un regolamento per la vigilanza dei prodotti digitali, un sistema di certificazione europea per software e dispositivi IoT e norme di tracciabilità per le catene di fornitura tecnologiche. Inoltre, la Commissione proporrà la creazione di un Cyber Supply Chain Security Framework, destinato a diventare un riferimento per gli appalti pubblici e i servizi cloud critici.
Nel secondo semestre arriverà la AI Liability Directive II, pensata per armonizzare la responsabilità civile nei casi di danni causati da sistemi di intelligenza artificiale. La nuova direttiva introdurrà regole comuni sull’onere della prova, sulla trasparenza algoritmica e sull’uso dell’AI nei processi decisionali automatizzati, completando così l’impianto normativo dell’AI Act.
Fisco, mercato unico e governance dei dati
Sempre durante il secondo trimestre del 2026, la Commissione lancerà un Omnibus fiscale per armonizzare l’imposizione delle imprese digitali e migliorare la tracciabilità dei flussi finanziari. In parallelo verrà presentata una riforma delle direttive sugli appalti pubblici che introdurrà modelli digitali interoperabili, semplificando la partecipazione transfrontaliera alle gare europee.
Il pacchetto legislativo prevede anche una revisione congiunta del Digital Services Act e del Digital Markets Act, volta a uniformare l’applicazione delle norme e il coordinamento tra autorità nazionali. A queste si affiancherà una nuova direttiva antitrust per i mercati algoritmici, con l’obiettivo di affrontare la concentrazione di potere generata dai sistemi di raccomandazione e dall’AI generativa.
Sul fronte dei dati, la Commissione proporrà il Data Governance Act II e un Cloud Compliance Framework europeo che definiranno standard comuni per la certificazione dei fornitori cloud e per la compatibilità con GDPR e Data Act. Queste misure mirano a ridurre la dipendenza da operatori extraeuropei, rafforzando la sovranità infrastrutturale e la sicurezza dei dati industriali.
Razionalizzare per innovare
Il documento include un elenco di norme destinate al ritiro entro sei mesi dall’adozione del programma. Molte riguardano vecchie disposizioni su commercio elettronico e sicurezza informatica. È un segnale di snellimento: l’Europa punta a razionalizzare il diritto digitale, preparando il terreno per una futura codificazione organica e più accessibile alle imprese.
L’analisi complessiva mostra una Commissione orientata alla concretezza: meno annunci, più strumenti di attuazione. Il 2026 sarà l’anno in cui l’Unione dovrà dimostrare di saper tradurre il proprio impianto normativo in risultati tangibili.
