Entro gennaio Facebook e Instagram permetteranno agli europei di vedere meno annunci profilati

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La modifica segue gli impegni di Meta con la Commissione europea per l’applicazione del Digital Markets Act. Da gennaio 2026 gli utenti UE di Facebook e Instagram possono scegliere se consentire l’uso completo dei dati per annunci personalizzati oppure limitare la condivisione dei dati e vedere pubblicità con personalizzazione ridotta.

E’ ormai questione di giorni. Come già annunciato entro gennaio 2026 gli utenti dell’Unione Europea che utilizzano Facebook e Instagram visualizzeranno una nuova opzione di controllo sulla pubblicità. Meta introdurrà una scelta diretta: consentire l’uso esteso dei dati personali per annunci altamente personalizzati oppure limitare la quantità di dati trattati e ricevere inserzioni con personalizzazione ridotta. La misura nasce dal confronto con la Commissione europea nel quadro del Digital Markets Act e rappresenta l’evoluzione del percorso di adeguamento seguito dopo le contestazioni al modello “pay or consent”. La piattaforma continuerà a mostrare pubblicità, ma il grado di profilazione dipenderà dalla preferenza espressa da ciascun utente. Il rilascio avverrà progressivamente durante il mese di gennaio 2026 e sarà accompagnato da un monitoraggio dell’effettiva applicazione delle scelte da parte delle autorità europee.

Come funziona la nuova scelta pubblicitaria su Facebook e Instagram

Il nuovo meccanismo propone all’utente una decisione operativa all’interno delle impostazioni degli account. In caso di autorizzazione estesa, Meta utilizzerà l’insieme completo dei segnali disponibili per definire profili di interesse e modelli di targeting. Nel percorso alternativo, il trattamento dei dati sarà più contenuto e la pubblicità si baserà su parametri meno granulari, con maggiore peso al contesto e alle informazioni generiche. Questa architettura modifica la struttura con cui vengono costruiti segmenti, audience personalizzate e sistemi di attribuzione delle conversioni, perché una parte del pubblico europeo potrebbe ridurre i segnali disponibili per l’ottimizzazione delle campagne.

Per le imprese che operano nel mercato digitale europeo l’effetto si riflette sulle metriche di performance e sulle strategie di pianificazione. La minore disponibilità di dati individuali in una quota di utenti comporta un aumento dell’importanza dei dati proprietari, delle attività di raccolta diretta e delle configurazioni di misurazione basate su eventi aggregati. Le piattaforme pubblicitarie dovranno quindi integrare sistemi di ottimizzazione che funzionino in presenza di segnali parziali, con ovvi aumenti di costi, mentre i brand saranno spinti a rafforzare contenuti, creatività e relazioni dirette con il pubblico.

Impatto normativo e conseguenze per il mercato europeo

Sul piano regolatorio la Commissione europea ha indicato che seguirà l’implementazione concreta delle nuove opzioni e valuterà se la scelta offerta agli utenti risulti effettivamente libera, informata e utilizzabile. L’adeguamento di Meta rientra nella più ampia applicazione del Digital Markets Act, che impone ai grandi operatori digitali di limitare pratiche che riducono il controllo degli utenti sui propri dati.

Nel mercato italiano, dove Facebook e Instagram rimangono canali centrali per ecommerce, servizi professionali e comunicazione commerciale, il nuovo scenario richiede un ripensamento delle catene di valore dell’advertising. La combinazione tra minore dipendenza dai dati di piattaforma e rafforzamento degli asset proprietari diventa un fattore di competitività per aziende e operatori.