Una serie di documenti depositati negli Stati Uniti descrive un’operazione di comunicazione digitale collegata allo Stato di Israele, con attività che includono produzione di contenuti per i social, acquisto di visibilità tramite inserzioni, ottimizzazione per i motori di ricerca e lavoro mirato per incidere sul modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale restituiscono risposte su temi sensibili. I documenti disponibili permettono di ricostruire strumenti, volumi e budget, lasciando fuori i contenuti concreti, che non vengono allegati.
La cornice giuridica è quella del registro previsto dal Foreign Agents Registration Act, una normativa federale statunitense che obbliga chi svolge attività di comunicazione o influenza negli Stati Uniti per conto di un soggetto straniero a registrare il rapporto e a depositare parte della documentazione contrattuale. Nel caso specifico, il fascicolo del 18 settembre 2025 riguarda Clock Tower X LLC e un incarico collegato a Havas Media Germany, indicato come parte di un engagement riconducibile allo Stato di Israele per una campagna di sensibilizzazione negli Stati Uniti.
Nel contratto e nello statement of work allegati, la campagna viene descritta come un’operazione digitale ad alta intensità, costruita su numeri di produzione e distribuzione. Il budget indicato è pari a 1,5 milioni di dollari al mese per quattro mesi, quindi 6 milioni di dollari complessivi per la fase iniziale, con la previsione di eventuali fondi aggiuntivi a carico dell’agenzia. Il documento collega questo budget a un impianto che combina creatività, distribuzione e misurazione: è prevista la consegna mensile di un piano media e di influenza, insieme a una blueprint narrativa aggiornata sulla base di analisi e ascolto digitale.
Le aree di azione
La parte “contenuti” viene quantificata in modo puntuale. Lo statement of work indica almeno cento contenuti principali al mese, più circa cinquemila varianti mensili, cioè adattamenti dello stesso materiale per formati, tagli e canali differenti. La distribuzione è pensata soprattutto per il pubblico più giovane e include piattaforme come TikTok, Instagram, YouTube e podcast, con una quota minima dell’80 per cento dei contenuti calibrata sulla Gen Z. Sul lato pubblicitario, lo stesso documento parla di un obiettivo di 50 milioni di impression al mese, insieme a un target di costo medio per mille impression inferiore a 2 dollari.
Accanto ai social, la documentazione descrive attività tipiche della SEO, intesa come ottimizzazione per i motori di ricerca. Qui il lavoro non riguarda soltanto la scelta delle parole chiave, bensì la produzione di pagine e contenuti progettati per intercettare ricerche specifiche. Nello statement of work compare un blocco denominato “Search and Language Operations (MarketBrew)”, che prevede la pubblicazione di almeno 20 pagine al mese su parole chiave prioritarie e una revisione mensile dell’andamento dei risultati, con interventi correttivi basati sul monitoraggio.
La parte più recente, per logica operativa, riguarda la cosiddetta GEO, cioè l’ottimizzazione dei contenuti per influenzare ciò che le persone vedono quando chiedono informazioni a strumenti conversazionali basati su intelligenza artificiale. Il testo non usa l’etichetta “GEO”, però riporta una formulazione diretta: lo statement of work parla del “deployment of sites and content” con l’obiettivo di ottenere “GPT framing results on GPT conversations”. In termini comprensibili, il documento descrive un’attività che punta a fare in modo che, quando un utente pone domande e riceve una risposta automatica, la risposta venga inquadrata secondo una certa impostazione, perché i contenuti pubblicati e posizionati diventano una fonte ricorrente nel contesto informativo che il sistema utilizza.
Dentro questo impianto si colloca anche il tema influencer. Nel fascicolo del 18 settembre 2025, lo statement of work parla di “influence plan”, “influence mapping” e “network mapping”, cioè attività di mappatura delle reti e delle voci che possono amplificare una campagna, oltre a una voce di spesa che include anche “talent”. La documentazione non elenca nomi, profili o contenuti pubblicati dai creator coinvolti, quindi dal solo fascicolo non si ricava l’identità degli influencer né la forma esatta delle collaborazioni.
Su questo punto, però, esistono altre fonti pubbliche collegate agli stessi meccanismi di registrazione. Un articolo di Public Citizen del 12 novembre 2025 riporta una complaint in cui si afferma che una società statunitense, Bridges Partners, avrebbe compensato influencer nell’ambito di un contratto da 900.000 dollari per conto del Ministero degli Esteri israeliano, sostenendo che gli influencer coinvolti avrebbero avuto un obbligo di registrazione e che tale registrazione non risulterebbe effettuata per i soggetti citati. (Public Citizen) Report giornalistici basati su filing depositati sotto la stessa normativa descrivono inoltre una “Influencer Campaign” collegata a Bridges Partners e indicano l’esistenza di un programma strutturato, con numeri di output e un budget dedicato, anche se con letture differenti sulla quantificazione dei compensi per singolo post. (Responsible Statecraft)
L’interesse alla misurazione
La parte misurazione e controllo, nei documenti Clock Tower, viene trattata come un componente operativo continuativo. È previsto reporting mensile con ripartizione della spesa per canale e attività, indicatori di reach, impression, performance di costo, metriche di engagement e risultati del posizionamento delle pagine pubblicate. Sul piano del budget, lo statement of work indica una quota fino al dieci per cento destinata a costi di supporto legati all’esecuzione e una quota prevalente destinata a produzione e distribuzione, con voci che includono media, contenuti e talent.
Il quadro che emerge dai documenti depositati è quindi quello di una campagna costruita con strumenti tipici del marketing digitale avanzato, applicati a un obiettivo dichiarato di contrasto all’antisemitismo negli Stati Uniti. La documentazione disponibile consente di leggere budget, volumi di contenuti, obiettivi di distribuzione, attività di SEO e operazioni rivolte ai sistemi conversazionali, mentre non contiene esempi dei contenuti creativi e non rende identificabili i creator coinvolti.
