ESCLUSIVA, l’UE apre a un rinvio “condizionato” dell’Ai Act

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Durante Forward Talks a Milano, Brando Benifei ha aperto alla possibilità di uno “stop the clock” sull’AI Act. Il rinvio delle norme per i sistemi ad alto rischio sarebbe possibile solo se la Commissione attivasse Common Specifications vincolanti. Resta fermo il modello ex ante e il principio di precauzione alla base del quadro europeo.

Il Parlamento europeo apre alla possibilità di rinviare l’entrata in vigore delle norme dell’AI Act per i sistemi ad alto rischio, originariamente fissata per agosto 2026. L’indiscrezione arriva direttamente dall’europarlamentare Brando Benifei, correlatore della legge e presidente del gruppo di monitoraggio sull’attuazione del Parlamento europeo, che ne ha parlato durante Forward Talks a Milano. L’eurodeputato ha chiarito che un eventuale rinvio non sarebbe automatico né illimitato, ma vincolato all’impegno della Commissione europea ad attivare le Common Specifications nel caso in cui gli standard tecnici non fossero pronti entro la nuova scadenza.

Una proroga condizionata per evitare il vuoto normativo

Nel corso dell’incontro milanese, Benifei ha illustrato la logica alla base della proposta che si sta facendo strada e di cui si discuterà in questi giorni, specificando che già diverse richieste di rinvio sono state avanzate da diversi parlamentari. «Per quanto riguarda i sistemi ad alto rischio, le norme entrano in vigore ad agosto 2026. Non sono d’accordo con il discorso fatto da Mario Draghi su questo punto, perché banalmente l’Europa non ha un’impostazione per reggerlo: se mettiamo da parte il principio di precauzione, non abbiamo a supplire il sistema di common law o quello americano. Credo si debba mantenere la regolazione ex ante, ma ne discuteremo nelle prossime settimane. Non escludo eventuali proroghe per l’entrata in vigore di questa parte dell’AI Act, per capire se nello sviluppo degli standard c’è bisogno di altro tempo. Parlo a nome di molti parlamentari: sono già state avanzate molte richieste di stop the clock di qualche mese, se non di un anno. Sono favorevole a un rinvio di questo tipo solo se la Commissione dice che, se non saremo pronti neanche alla nuova scadenza, si attiveranno le Common Specifications, prodotte dagli esperti della Commissione; altrimenti la gestione dei sistemi ad alto rischio non la completeremo mai».

Le parole di Benifei chiariscono la natura della proroga: un time-out tecnico e limitato nel tempo, pensato per evitare che la mancanza di standard blocchi l’attuazione del regolamento. Se gli standard non saranno pronti entro la nuova scadenza, la Commissione dovrà intervenire con specifiche comuni immediatamente vincolanti. L’obiettivo è garantire continuità alla tutela dei diritti fondamentali e assicurare che la regolazione resti coerente con l’approccio europeo di prevenzione del rischio.

Un modello basato su precauzione e chiarezza

Il principio di precauzione, ha ribadito Benifei, rimane il fondamento dell’impianto europeo. L’AI Act non regola la tecnologia in sé, ma i contesti in cui viene impiegata, valutandone l’impatto su settori sensibili come giustizia, sanità, lavoro o sicurezza pubblica. Questa impostazione, centrata sulla gestione ex ante, punta a ridurre il rischio di obsolescenza normativa e a mantenere un equilibrio tra innovazione e protezione dei cittadini.

Per le imprese e le pubbliche amministrazioni, un eventuale rinvio non cambia la direzione di marcia. Il lavoro di adeguamento deve proseguire, con la mappatura dei casi d’uso e l’adozione di procedure interne su governance, qualità dei dati, supervisione umana e sicurezza. Anzi, l’introduzione delle Common Specifications potrebbe persino facilitare la transizione, offrendo parametri chiari in attesa della piena definizione degli standard europei.

Verso un’attuazione concreta dell’AI Act

Sul fronte dei modelli fondazionali, alla base dell’intelligenza artificiale generativa, Benifei ha ricordato il completamento del Code of Practice, documento operativo che dettaglia obblighi e procedure nei punti in cui il regolamento è più generale. È un passo che traduce la visione politica dell’AI Act in strumenti pratici di governance e che rappresenta il primo vero banco di prova per la nuova regolazione europea dell’intelligenza artificiale.