Salta al contenuto
Byte.Legali
  • Home
  • Categorie
    • Antitrust
    • Comunicazione
    • Copyright
    • Cybersecurity
    • Ecommerce
    • Etica
    • Geopolitica digitale
    • Giurisprudenza
    • Intelligenza Artificiale
    • Normativa UE
    • Piattaforme
    • Privacy
    • Opinioni
  • Editoriale
  • Approfondimenti
  • Logout
  • interviste
  • Chi Siamo
  • Contatti
Byte.Legali
  • Home
  • Categorie
    • Antitrust
    • Comunicazione
    • Copyright
    • Cybersecurity
    • Ecommerce
    • Etica
    • Geopolitica digitale
    • Giurisprudenza
    • Intelligenza Artificiale
    • Normativa UE
    • Piattaforme
    • Privacy
    • Opinioni
  • Editoriale
  • Approfondimenti
  • Logout
  • interviste
  • Chi Siamo
  • Contatti

Free-to-play, ma quanto costa davvero? L’Antitrust indaga su Diablo Immortal e Call of Duty

20 Gennaio 2026 | di Redazione
Smartphone appoggiato su un tavolo con un videogioco mobile in azione sullo schermo, affiancato da carte di credito e monete, a rappresentare il legame tra giochi free-to-play e spesa reale tramite microtransazioni Antitrust
Tempo di lettura: 3 minuti

L’Antitrust avvia due istruttorie su Diablo Immortal e Call of Duty Mobile per verificare se design dell’interfaccia, valute virtuali e offerte a tempo portino ad acquisti in-game poco consapevoli. Sotto esame anche impostazioni predefinite per i minori, informazioni sui diritti dell’utente e gestione dell’account

Facebook LinkedIn Twitter/X

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di Activision Blizzard, società del gruppo Microsoft, concentrandosi su Diablo Immortal e Call of Duty Mobile. I due titoli condividono un modello di accesso gratuito che affida una parte rilevante della redditività agli acquisti in-game, oggi al centro delle verifiche dell’Autorità.

L’indagine riguarda il modo in cui l’esperienza di gioco viene progettata e presentata al consumatore. Secondo l’Antitrust, alcune scelte di interfaccia e di progressione potrebbero incidere sulla capacità dell’utente di valutare in modo consapevole la spesa, soprattutto quando l’uso del gioco è frequente e prolungato. In questo quadro, il tema non si esaurisce nel prezzo dei singoli contenuti digitali, ma tocca il rapporto complessivo tra intrattenimento e pressione commerciale.

Design del gioco e pressione all’acquisto

Nel mirino finiscono notifiche ricorrenti, offerte a tempo limitato e meccanismi che rendono alcuni contenuti artificialmente rari. A questi elementi si affianca l’uso di valute virtuali che complicano il collegamento immediato tra spesa reale e acquisto effettuato. L’Autorità valuta se questa combinazione possa portare il giocatore a spendere più di quanto inizialmente previsto, anche senza una chiara percezione dell’impatto economico complessivo.

Il procedimento richiama il concetto di diligenza professionale in un settore caratterizzato da dinamiche di coinvolgimento intenso e da comportamenti ripetitivi. Quando la progettazione dell’esperienza diventa uno strumento sistematico per orientare le scelte economiche dell’utente, il confine tra strategia commerciale e pratica scorretta assume rilievo giuridico.

Minori e impostazioni predefinite

Un capitolo centrale riguarda la tutela dei minori. L’Antitrust contesta il peso delle impostazioni di default, che consentirebbero acquisti in-game, sessioni di gioco prolungate e interazioni con altri utenti senza limitazioni iniziali. In assenza di un intervento attivo del genitore o del tutore, la protezione del minore risulterebbe affidata all’inerzia dell’adulto, con effetti concreti sulla possibilità di spesa e sul tempo trascorso in gioco.

La valutazione non si limita alla presenza formale degli strumenti di controllo, ma si concentra sulla loro efficacia reale e sulla facilità con cui possono essere configurati in modo consapevole.

Dati personali, account e diritti dell’utente

L’istruttoria estende l’analisi alle modalità di acquisizione del consenso al trattamento dei dati personali nella fase di registrazione. L’Autorità verifica se il consumatore venga portato a rilasciare consensi ampi, inclusa la profilazione commerciale, percependoli come passaggi necessari per accedere al gioco.

Sotto osservazione anche le informazioni sui diritti contrattuali legati ai contenuti digitali e alla gestione dell’account. In particolare, l’Antitrust valuta l’impatto di eventuali sospensioni o blocchi unilaterali, che possono tradursi nella perdita di somme già spese, qualora manchino spiegazioni chiare e strumenti di contestazione adeguati.

Le istruttorie, avviate il 16 gennaio 2026, segnano un passaggio rilevante per il settore. Il modello free-to-play entra in modo esplicito nel perimetro delle regole a tutela dei consumatori, con effetti che vanno oltre il singolo caso e coinvolgono chi progetta, distribuisce e monetizza servizi digitali basati sull’interazione continua con l’utente.

Potrebbe interessarti anche...

Centro logistico Amazon in Germania con magazzino e camion per le consegne, immagine legata alla decisione dell’antitrust tedesco sui limiti di prezzo imposti ai venditori del marketplace

La Germania vieta ad Amazon di controllare i prezzi dei venditori, cosa cambia per i marketplace

Persona che prenota un volo su eDreams da laptop in ambiente domestico serale, con luce fredda dello schermo e interfaccia di prenotazione visibile ma non leggibile.

Antitrust, multa di 9 milioni a eDreams per pressioni digitali sugli abbonamenti e disdette complicate

Campagna pubblicitaria di moda ambientata a Cortina d’Ampezzo con modelli in abbigliamento invernale, sullo sfondo delle Dolomiti, senza loghi visibili o simboli olimpici.

Milano-Cortina 2026, l’Antitrust indaga Harmont & Blaine per pubblicità “parassitaria” sui social

Smartphone con interfaccia di messaggistica ispirata a WhatsApp e chatbot di intelligenza artificiale, visualizzazione fotografica di servizi IA integrati nelle piattaforme di messaggistica digitale.

L’antitrust blocca il divieto di Meta sui chatbot IA rivali su WhatsApp

La nostra newsletter

WEEKLY!

La newsletter.

ISCRIVITI E RICEVI OGNI SABATO MATTINA LE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA DIRETTAMENTE NELLA TUA POSTA!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Iscrizione effettuata. Ancora un passaggio: controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

Ultime Notizie

La Commissione UE punta il dito contro infinite scroll e autoplay di TikTok. Effetti gravi sui minori
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 3 minuti
Mano che scorre verticalmente un feed video su smartphone, schermo illuminato in ambiente scuro, simbolo di scroll infinito e consumo continuo di contenuti digitali
Apple Ads e Apple Maps fuori dal Digital Markets Act. Una decisione che farà discutere
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 3 minuti
Due smartphone su sfondo chiaro mostrano le interfacce di Apple Maps e Apple Ads, a rappresentare i servizi esclusi dal Digital Markets Act secondo la decisione della Commissione europea.
Se tutto può essere falso. Le risposte incomplete della politica alla sfida dei deepfake
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 4 minuti
editoriale
La Commissione europea valuta la condivisione di dati biometrici con gli USA, il Garante frena
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 3 minuti
Scanner per impronte digitali utilizzato per l’identificazione biometrica, con mano anonima in primo piano, simbolo del dibattito su privacy, sicurezza e condivisione dei dati biometrici tra Unione europea e Stati Uniti
Digital Fairness Act: nuove regole UE su videogiochi, loot box e addictive design
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 8 minuti
Digital Dairness Act
Come i rischi di OpenClaw influenzano l’adozione dell’AI open-source
6 Febbraio 2026 Tempo di lettura: 3 minuti
Sviluppatore al lavoro su un laptop con codice visibile sullo schermo, in un contesto di intelligenza artificiale open-source e sicurezza informatica legata agli agenti AI
Logout

Pensieri di Antonino Polimeni

Cronache da un futuro senza Europa.
Nel 2025 abbiamo esternalizzato il pensiero. Che sia un 2026 di focus. Per non fonderci con la macchina.
Edificio impomente e fstiscente con il logo di Facebook
Facebook è una cloaca a cielo aperto e ci guadagna sopra
Categorie
Altre Antitrust Approfondimenti Comunicazione Copyright Cybersecurity Ecommerce Editoriale Etica Geopolitica digitale Giurisprudenza Intelligenza Artificiale interviste Logout Normativa UE Opinioni Piattaforme Privacy

  • Home
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy
  • Politica sui cookie
  • Personalizza la scelta dei cookie
  • Newsletter

Copyright © 2026 Byte.Legali. Tutti i diritti sono riservati - Editore: Polimeni & Cotroneo s.r.l.
Testata registrata presso il Tribunale di Milano n. 109/2025 - Direttore responsabile: Riccardo Tripepi