Garante privacy denuncia a Procura presunti accessi illeciti a locali e ai sistemi

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L’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha denunciato alla Procura di Roma presunti tentativi di accesso non autorizzato ai propri locali e sistemi informatici. Le verifiche dovranno chiarire se siano stati compromessi documenti o dati sensibili. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza digitale delle istituzioni pubbliche.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato alla Procura della Repubblica di Roma un esposto per segnalare presunti accessi non autorizzati ai propri locali e ai sistemi informatici. La decisione arriva dopo le notizie diffuse da alcune testate, secondo cui nella notte del 1° novembre 2025 persone non identificate avrebbero tentato di introdursi fisicamente nella sede dell’Autorità e di penetrare nei sistemi digitali interni.

Indagini su possibili intrusioni nei sistemi del Garante

Secondo le ricostruzioni apparse sulla stampa, i soggetti coinvolti avrebbero cercato di accedere a documenti e dati riservati, ipotizzando anche la sottrazione di materiale sensibile. L’Autorità, di fronte a tali segnalazioni, ha scelto la via della trasparenza, rimettendo ogni valutazione agli inquirenti e chiedendo di verificare l’esistenza di eventuali profili penalmente rilevanti. La mossa conferma la delicatezza del ruolo istituzionale del Garante e la necessità di mantenere una soglia di sicurezza elevata su ogni livello, fisico e digitale.

Il caso ha attirato l’attenzione degli esperti di sicurezza informatica, che vedono in questo episodio un segnale d’allarme per l’intero sistema pubblico. Se anche l’ente deputato alla tutela dei dati personali può diventare obiettivo di attacchi o tentativi di violazione, emerge l’urgenza di una riflessione più ampia sulle difese cibernetiche delle istituzioni.

Sicurezza digitale e fiducia nelle istituzioni

L’episodio non riguarda soltanto la sicurezza dei server o dei firewall, ma tocca un aspetto più profondo: la fiducia dei cittadini nella protezione dei propri dati. Gli enti pubblici gestiscono informazioni che rappresentano un patrimonio collettivo, e la loro integrità è parte della credibilità dello Stato digitale.