Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso pubblico il piano ispettivo per il secondo semestre 2025, approvato il 4 agosto e operativo dal 22 settembre. Sono previsti almeno 35 accertamenti, svolti anche con il supporto del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza. Si tratta di un programma che, oltre a definire le aree prioritarie di intervento, manda un segnale chiaro: la compliance non è più un adempimento burocratico, ma un presidio da verificare sul campo.
Data breach e uso dei dati biometrici
Le prime aree sotto osservazione riguardano la gestione dei data breach nei database delle pubbliche amministrazioni. Verranno verificati i livelli di sicurezza dei sistemi informativi e la correttezza delle procedure di notifica in caso di violazioni. Sul fronte privato, l’attenzione si concentra sulle compagnie assicurative, in particolare nella fase di preventivazione, per valutare modalità di profilazione e trasparenza delle informazioni fornite agli utenti. Nel comparto bancario, invece, i riflettori sono puntati sull’uso dei dati biometrici per l’identificazione dei clienti, con controlli sulle basi giuridiche, sulla minimizzazione dei dati raccolti e sulle misure di protezione adottate.
Il piano include anche verifiche sugli strumenti digitali per il whistleblowing, con l’obiettivo di accertare che siano rispettati anonimato e riservatezza dei segnalanti. Un altro ambito riguarda il trasporto pubblico locale, con controlli sui sistemi di bigliettazione elettronica, videosorveglianza e meccanismi di accesso. Nel settore sanitario, l’ispezione toccherà il dossier sanitario elettronico e i registri di patologia, per valutare non solo la gestione dei dati clinici, ma anche l’uso a fini statistici o di ricerca. Un’attenzione particolare sarà riservata al telemarketing, soprattutto nel settore energetico, con controlli sul rispetto del consenso e delle limitazioni previste.
Un segnale di enforcement e trasparenza
La pubblicazione del piano ha una doppia valenza. Da un lato rafforza l’effetto deterrente, perché rende esplicite le aree di rischio. Dall’altro fornisce a imprese e amministrazioni la possibilità di prepararsi, aggiornando registri dei trattamenti, informative e valutazioni di impatto. Per i responsabili della protezione dei dati e i legali d’impresa, la priorità è predisporre procedure documentate che dimostrino l’effettiva adozione di misure tecniche e organizzative.
I settori più delicati rimangono quelli ad alta intensità di informazioni personali: sanità, biometria e whistleblowing. A essi si aggiungono ambiti che toccano direttamente i cittadini, come trasporti e telemarketing. L’avvio della stagione ispettiva mette in evidenza la necessità di un approccio sistematico alla compliance: senza un’organizzazione solida, ogni violazione diventa un rischio concreto di danno reputazionale e legale. Le imprese che sapranno anticipare i controlli avranno non solo un vantaggio competitivo, ma anche una maggiore credibilità agli occhi di utenti e istituzioni.
