Gli Stati UE spingono per un Chips Act più forte e competitivo

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I 27 Stati membri hanno sottoscritto una dichiarazione per chiedere una revisione ambiziosa del Chips Act. L’iniziativa mira a ridurre le vulnerabilità delle catene di fornitura e a cogliere le nuove opportunità tecnologiche. La Commissione europea ha già avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi utili alla revisione della normativa.

I ventisette Stati membri dell’Unione europea hanno firmato una dichiarazione che spinge per un rafforzamento del Chips Act, la normativa che mira a consolidare la posizione del continente nella filiera globale dei semiconduttori. Il documento segna la volontà politica di rilanciare l’ambizione europea in un settore che rappresenta la spina dorsale della trasformazione digitale e che incide su comparti strategici come automotive, telecomunicazioni, sanità, energia e difesa.

Il Chips Act 2.0 e la sfida della resilienza

La proposta di revisione, già ribattezzata Chips Act 2.0, nasce dalla consapevolezza delle fragilità emerse negli ultimi anni, in particolare durante la crisi delle forniture seguita alla pandemia. I semiconduttori sono diventati il cuore di ogni tecnologia avanzata e la dipendenza da fornitori extraeuropei ha mostrato limiti evidenti. Per questo motivo, i governi europei vogliono ridurre il rischio di interruzioni e garantire catene di approvvigionamento sicure, puntando a un ecosistema industriale più autonomo. L’obiettivo non è soltanto proteggere la produzione interna, ma anche rafforzare la capacità competitiva dell’Europa nei confronti di Stati Uniti e Asia, che da tempo investono massicciamente in questo settore.

Consultazione pubblica e prospettive per l’Italia

La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica il 5 settembre 2025, con una finestra di dodici settimane disponibile sulla piattaforma “Have Your Say”. Attraverso questo processo, Bruxelles raccoglierà opinioni e contributi da parte di imprese, associazioni e cittadini, così da orientare il rapporto di valutazione e proporre eventuali modifiche legislative. Per l’Italia, paese con una filiera tecnologica legata in modo stretto al comparto automotive e alla manifattura, un Chips Act rafforzato rappresenta un’opportunità per attrarre investimenti e innovare i processi produttivi. Al tempo stesso, richiederà politiche industriali lungimiranti e investimenti consistenti per non restare indietro nella competizione globale.

L’Europa vuole quindi presentarsi come un attore indispensabile nella corsa ai semiconduttori, con una visione che non si limita a inseguire ma che ambisce a guidare lo sviluppo futuro. In questa strategia c’è la consapevolezza che il dominio tecnologico non riguarda solo l’economia, ma anche la sovranità politica e la sicurezza strategica del continente. Forse è proprio qui che si gioca la partita: nella capacità di trasformare una necessità in una leva di leadership globale.