La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha avviato un’indagine ufficiale su Wikipedia con l’obiettivo di verificare presunte manipolazioni delle voci riguardanti Israele. I deputati repubblicani James Comer e Nancy Mace hanno inviato una richiesta formale alla CEO di Wikimedia, Maryana Iskander, fissando al 10 settembre il termine entro il quale fornire documenti e chiarimenti sui sistemi interni di controllo. L’inchiesta punta a valutare se gruppi organizzati abbiano sfruttato la piattaforma per introdurre contenuti distorti o ostili, compromettendo così la neutralità dell’enciclopedia online.
Le accuse documentate dall’Anti-Defamation League
Un rapporto diffuso dall’Anti-Defamation League ha segnalato l’attività di alcuni editor che avrebbero modificato articoli su Israele con contenuti definiti anti-israeliani. Secondo i deputati repubblicani, le alterazioni non si sarebbero limitate a singole voci ma avrebbero riguardato intere sezioni legate a eventi storici, biografie e dinamiche politiche. Secondo l’analisi, questa azione avrebbe avuto un impatto diretto sulla percezione pubblica di temi geopolitici delicati, evidenziando le vulnerabilità di una piattaforma costruita sulla collaborazione volontaria.
Precedenti segnalazioni e iniziative politiche
Non si tratta del primo episodio in cui la neutralità di Wikipedia viene messa in discussione. Nel maggio scorso un gruppo bipartisan di 23 parlamentari aveva già segnalato la presenza di contenuti considerati antisemitici e aveva chiesto trasparenza sui criteri di moderazione. Già ad aprile, inoltre, il procuratore del Distretto di Columbia aveva chiesto chiarimenti sullo status di ente non profit della fondazione Wikimedia, sollevando dubbi sull’uso di fondi e sul rischio di attività di propaganda. L’indagine attuale rappresenta quindi un ulteriore passo di un percorso istituzionale che ha visto crescere la pressione sulla piattaforma.
Un’inchiesta che pesa sulla neutralità di Wikipedia e sulla libertà di espressione
Il procedimento avviato dal Congresso americano non stabilisce ancora colpe o responsabilità ma segna un punto di svolta nei rapporti tra istituzioni e piattaforme collaborative, nonostante l’amministrazione Trump sia portavoce del “free speech” e dell’affidamento alla community della verità. Per la Wikimedia Foundation si apre una fase delicata, in cui sarà chiamata a dimostrare trasparenza nei processi interni e capacità di garantire l’imparzialità delle voci.
