La startup cinese DeepSeek ha reso disponibile una preview del suo nuovo modello V4, declinato in due varianti open source: V4-Pro, pensato per le prestazioni di punta, e V4-Flash, più leggero e accessibile sul piano dei costi. Entrambe le versioni supportano una finestra di contesto fino a un milione di token, una soglia che apre la strada a utilizzi pratici di una certa complessità: dall’analisi di contratti e documenti lunghi alla gestione di agenti autonomi su grandi basi di codice. L’accesso avviene tramite API attiva e pesi scaricabili, con identificativi deepseek-v4-pro e deepseek-v4-flash. I vecchi alias deepseek-chat e deepseek-reasoner resteranno compatibili solo in transizione e saranno dismessi il 24 luglio 2026, il che rende V4 una migrazione API già in corso per chi ha integrazioni attive.
Chip Huawei nel cuore del modello: cosa cambia per la filiera dell’IA
La vera discontinuità del lancio riguarda l’hardware. Huawei ha confermato che i propri chip della serie Ascend sono stati impiegati in una parte del processo di addestramento di V4, con il supporto del sistema SuperPod presentato a settembre 2025, che consente di collegare fino a 15.488 schede grafiche Ascend per ottenere una potenza di calcolo paragonabile ai cluster Nvidia. DeepSeek non ha precisato la quota esatta di training svolta su hardware cinese rispetto a quello americano, ma la collaborazione con Huawei riduce concretamente la dipendenza da Nvidia, l’azienda di Santa Clara che fino a oggi ha dominato il mercato dei processori per l’IA generativa. He Hui, direttore della ricerca sui semiconduttori presso Omdia, ha dichiarato a Reuters che i chip Ascend di Huawei rappresentano la migliore alternativa nazionale a Nvidia e che il supporto a V4 dimostra come i modelli cinesi di punta possano ora girare su hardware interamente cinese. Una valutazione che Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, aveva di fatto anticipato mesi fa, avvertendo che le restrizioni americane all’export rischiano di spingere l’ecosistema di sviluppatori cinesi verso soluzioni alternative.
Secondo i benchmark interni comunicati da DeepSeek, V4-Pro supera tutti i modelli open source attualmente disponibili e si posiziona seconda solo a Gemini-Pro-3.1 di Google, sistema chiuso. Il confronto diretto con i modelli proprietari occidentali resta aperto: nelle stesse ore del rilascio di V4, OpenAI ha presentato GPT-5.5, aggiornamento pensato per compiti lunghi e articolati da svolgere in modo autonomo.
Sul piano finanziario, DeepSeek sarebbe in fase di raccolta capitali con una valutazione attesa superiore ai 20 miliardi di dollari, secondo un rapporto di The Information. Alibaba e Tencent sarebbero in trattativa per acquisire partecipazioni nella società, di proprietà del fondo cinese High-Flyer Capital Management. Per dare una misura della distanza con i concorrenti occidentali: la valutazione attesa di DeepSeek equivale a circa il 2,3% di quella di OpenAI, stimata intorno agli 852 miliardi di dollari. Una proporzione numerica che però non rispecchia l’impatto reale sul settore, come aveva già dimostrato il lancio di R1 nel gennaio 2025, quando il rilascio di un modello a basso costo con capacità di ragionamento avanzato aveva fatto crollare le azioni di diverse aziende tecnologiche americane.
Accuse di furto tecnologico e il nodo dei semiconduttori vietati
Il lancio di V4 è avvenuto un giorno dopo che la Casa Bianca ha accusato la Cina di aver sottratto su scala industriale la proprietà intellettuale dei laboratori americani di intelligenza artificiale, con l’avvertimento esplicito di misure severe. DeepSeek ha riconosciuto di aver utilizzato chip Nvidia, dichiarando però di ignorare se questi fossero soggetti ai divieti di esportazione in vigore dal 2022, anno in cui Washington ha avviato la stretta sull’accesso cinese ai semiconduttori avanzati. La società ha anche escluso di aver impiegato intenzionalmente dati sintetici generati da OpenAI. Sullo sfondo geopolitico pesa la visita che il presidente Donald Trump dovrebbe effettuare a Pechino il mese prossimo per incontrare il leader cinese Xi Jinping, una circostanza che rende incerta la reale portata delle misure che l’amministrazione americana intende adottare. Il Financial Times ha sottolineato come l’escalation nelle accuse arrivi in un momento diplomaticamente delicato, con margini di manovra più stretti di quanto la retorica ufficiale lasci trasparire.
V4 resta tecnicamente una preview: DeepSeek la tratta come versione aperta al feedback prima della stabilizzazione definitiva, ma i canali operativi principali – chat, API e pesi scaricabili – sono già attivi.
