Il tribunale regionale di Francoforte ha respinto il ricorso presentato da un chirurgo contro Google per la rimozione degli AI Overviews dai risultati di ricerca, ma la decisione va letta oltre l’esito formale del procedimento. I giudici hanno riconosciuto che le sintesi generate dall’intelligenza artificiale possono incidere in modo concreto sulla concorrenza e sulla visibilità dei siti web, aprendo uno spazio giuridico che finora restava sullo sfondo.
Il caso nasce da un riassunto automatico comparso nei risultati di ricerca su una procedura di chirurgia estetica. Secondo il ricorrente, il testo prodotto dal sistema di Google descriveva l’intervento in modo fuorviante, con effetti negativi sulla reputazione professionale e sull’attività economica. Il tribunale ha valutato il contenuto nel suo complesso e ha ritenuto che, letto integralmente, non risultasse oggettivamente falso. Da qui il rigetto della richiesta cautelare.
AI Overviews e riduzione del traffico
La parte più rilevante della decisione riguarda l’impatto strutturale degli AI Overviews. Il tribunale ha affermato che queste sintesi, posizionate in modo prominente nella pagina dei risultati, rendono gli utenti meno inclini a cliccare sui link successivi. La conseguenza è una riduzione delle visite ai siti, con effetti diretti sulle entrate di chi dipende dal traffico organico. È uno dei primi riconoscimenti giudiziari europei del fenomeno delle ricerche senza clic, spesso segnalato da editori e operatori digitali.
I giudici hanno inoltre chiarito che Google non può considerare le informazioni generate dall’IA come semplici contenuti di terzi. La sintesi è il risultato di un sistema progettato, gestito e distribuito dalla piattaforma. Questo passaggio introduce un principio di responsabilità che supera la tradizionale distinzione tra hosting neutrale e contenuti editoriali.
Responsabilità per informazioni false
Secondo il tribunale, una sintesi generata dall’intelligenza artificiale che contenga informazioni oggettivamente errate può costituire un ostacolo ingiustificato per i soggetti colpiti, soprattutto in ambiti sensibili come la salute. In questi casi, l’accuratezza, la chiarezza e l’assenza di ambiguità diventano requisiti stringenti.
Sul piano normativo, la decisione affronta anche il Digital Markets Act. I giudici hanno escluso che gli AI Overviews configurino una forma automatica di auto-preferenziazione vietata, qualificandoli come parte integrante dei risultati di ricerca e non come un servizio distinto. Allo stesso tempo, la sentenza non chiude la porta a futuri contenziosi fondati su casi specifici, con danni dimostrabili e informazioni chiaramente inesatte.
L’evoluzione dei motori di ricerca verso modelli basati sull’intelligenza artificiale ridisegna il rapporto tra piattaforme e chi produce contenuti. La perdita di traffico diventa un dato strutturale, mentre la responsabilità legale delle piattaforme inizia a prendere forma, caso dopo caso, attraverso le decisioni dei tribunali europei.
