L’indagine della Procura di Roma sul Garante per la protezione dei dati personali entra in una fase più avanzata con l’acquisizione di documenti presso Ita Airways e con l’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini. L’attività della Guardia di Finanza amplia il perimetro dell’inchiesta, spostando l’attenzione su possibili relazioni tra la compagnia aerea e i componenti del Collegio dell’Autorità.
Indagine su rapporti tra Ita e Garante privacy
Le verifiche si concentrano sull’eventuale esistenza di utilità, tra cui tessere “Volare Executive”, che sarebbero state riconosciute a membri del Collegio. L’ipotesi investigativa riguarda la possibilità che tali benefici possano avere avuto un ruolo nel rapporto tra soggetto regolato e autorità di controllo, con riferimento all’esercizio dei poteri amministrativi in materia di protezione dei dati personali.
Nel fascicolo risultano già coinvolti il presidente Pasquale Stanzione e gli altri componenti del Collegio, con contestazioni che includono ipotesi di corruzione e peculato. L’ingresso di Ita Airways tra i soggetti oggetto di acquisizioni documentali rafforza il filone che esamina i rapporti esterni dell’Autorità, aggiungendo un livello ulteriore rispetto alle precedenti verifiche focalizzate su dinamiche interne e gestione delle risorse.
Sanzioni e discrezionalità amministrativa sotto esame
Un elemento rilevante riguarda un provvedimento adottato dal Garante il 4 marzo 2026, nel quale è stata accertata l’illiceità di trattamenti di dati personali da parte di Ita Airways e di Alitalia. In quel contesto l’Autorità ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria pari a un milione di euro nei confronti di Ita, oltre a ulteriori misure economiche per Alitalia, evidenziando violazioni relative a principi generali, base giuridica e diritti degli interessati.
Questo dato introduce un profilo interpretativo che richiede attenzione, perché l’analisi degli inquirenti potrebbe riguardare la misura della sanzione, il contesto decisionale oppure fasi precedenti del procedimento amministrativo. Le valutazioni delle autorità indipendenti si basano su margini tecnici che consentono scelte differenti rispetto alle proposte istruttorie, rendendo complesso distinguere tra decisione amministrativa legittima e comportamento suscettibile di rilievo penale.
Il punto centrale resta quindi il rapporto tra discrezionalità tecnica e possibili condizionamenti esterni, con particolare attenzione alla necessità di individuare un collegamento concreto tra eventuali utilità ricevute e atti compiuti nell’esercizio della funzione pubblica.
Sviluppi precedenti e impatto istituzionale dell’inchiesta
L’inchiesta si è sviluppata nel corso dei mesi precedenti attraverso una serie di acquisizioni e verifiche che hanno interessato la struttura interna dell’Autorità, inclusi dispositivi elettronici e documentazione amministrativa. A gennaio 2026 l’indagine aveva già coinvolto i vertici del Garante, mentre nello stesso periodo si sono registrate le dimissioni di Guido Scorza dal Collegio. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato rapporti professionali, il caso relativo agli smart glasses di Meta e procedure interne legate a incarichi e assunzioni.
L’evoluzione del procedimento produce effetti anche sul piano istituzionale, incidendo sulla percezione di autonomia e affidabilità dell’Autorità chiamata a vigilare sul rispetto delle norme in materia di dati personali. La credibilità del regolatore rappresenta un elemento essenziale per il funzionamento del sistema di enforcement e per la fiducia degli operatori economici.
