di Carlotta Di Cretico*
L’esame post-mortem rappresenta un pilastro delle indagini forensi, ma negli ultimi decenni ha subito una profonda evoluzione grazie a tecnologie sempre più sofisticate. Tra queste, la virtopsia ha acquisito un ruolo centrale. Sfruttando il potenziale dell’imaging medico, consente un’analisi dettagliata e non invasiva del cadavere, con ricostruzioni tridimensionali ad alta definizione. Sebbene le prime applicazioni dell’imaging radiologico risalgano all’inizio del XX secolo, è stato soprattutto l’avvento della TAC multistrato e, successivamente, della risonanza magnetica, a rendere possibile una visualizzazione precisa e completa dei tessuti interni, migliorando risoluzione e dettaglio delle immagini.
Oggi la virtopsia trova impiego soprattutto nelle indagini sulle morti violente, dove lesioni interne ed esterne richiedono una ricostruzione accurata della dinamica degli eventi. Sebbene non abbia ancora sostituito completamente l’autopsia tradizionale, la virtopsia viene spesso preferita quando ci sono motivi documentati per evitare un esame invasivo, come le convinzioni religiose della vittima, la disponibilità di referti medici in caso di decesso ospedaliero, o l’opposizione dei familiari.
Nonostante i progressi tecnologici, la precisione delle misurazioni ricavate dai modelli tridimensionali dipende dalle specifiche tecniche delle apparecchiature utilizzate. Questa variabilità rappresenta un elemento critico per l’affidabilità della virtopsia in ambito forense. Una sovrastima delle dimensioni di una frattura può alterare la valutazione della forza del trauma, incidendo sulla ricostruzione degli eventi, mentre un’errata determinazione dell’angolo di traiettoria di un proiettile può portare a conclusioni fuorvianti sulla posizione del tiratore. Discrepanze di questo tipo rischiano di influenzare la valutazione giudiziaria delle prove digitali.
Uno studio pubblicato sul Journal of Advance Health Care ha analizzato due diversi scanner TC per quantificare le differenze di misurazione, identificare gli errori caratteristici di ciascun dispositivo e valutare le implicazioni per la standardizzazione della virtopsia. I risultati hanno confermato che ogni strumento introduce un margine sistematico di scostamento, sottolineando la necessità di considerare non solo i dati prodotti, ma anche le condizioni e le apparecchiature con cui sono stati acquisiti.
Accertamenti tecnici e regime processuale
L’autopsia tradizionale è considerata un accertamento tecnico irripetibile ai sensi dell’art. 360 c.p.p. Il pubblico ministero deve comunicare alle parti giorno, ora e luogo dell’esame, consentire la partecipazione dei consulenti tecnici e sospendere gli accertamenti in caso di richiesta di incidente probatorio. Lo scopo è garantire la cristallizzazione della prova, assicurare trasparenza e prevenire abusi, proteggendo così il contraddittorio sin dalla fase investigativa. La virtopsia, invece, rientra nell’art. 359 c.p.p. Non è invasiva e può essere ripetuta: gli accertamenti possono essere reiterati, e le garanzie procedurali si applicano senza dipendere dall’irreversibilità dell’oggetto investigato.
L’introduzione della virtopsia può incidere anche sui procedimenti di revisione ex art. 629 c.p.p. Nuove prove, o elementi non valutati nel precedente giudizio, possono giustificare la riapertura di un processo. In questo senso, la virtopsia assume una valenza garantista, ma al contempo può rendere i giudicati meno definitivi. La certezza del giudicato resta un principio fondamentale e non può essere derogata indiscriminatamente. Il diritto alla riapertura del processo trova giustificazione solo quando la prova digitale si dimostra sufficientemente affidabile e significativa; in caso contrario, prevale la necessità di preservare la stabilità delle sentenze.
L’affinamento delle tecnologie offre grandi opportunità: riesami più accurati dei procedimenti, ricostruzioni più precise, strumenti più dettagliati per valutare lesioni e dinamiche del trauma. Allo stesso tempo, introduce nuove sfide, legate all’affidabilità dei dati, alla loro interpretazione e al rischio di compromettere giudicati consolidati. Come spesso accade quando la tecnologia apre nuove possibilità, l’impatto reale della virtopsia sarà valutabile solo con l’esperienza ed il ricorso concreto allo strumento.
*Avvocato
