L’AI dovrà essere riconoscibile, Bruxelles lancia il codice per etichettarla

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La Commissione europea muove i primi passi per rendere tracciabili testi, immagini e video prodotti con intelligenza artificiale. Il nuovo codice di condotta, parte dell’attuazione dell’AI Act, coinvolgerà piattaforme, media e sviluppatori.

La Commissione europea ha avviato un progetto per definire un codice di condotta dedicato all’etichettatura dei contenuti generati da intelligenza artificiale. L’iniziativa introduce un nuovo standard di trasparenza nel digitale, rendendo più facile distinguere quando testi, immagini o video sono creati o modificati da sistemi generativi. Presentato il 5 novembre 2025, il piano rappresenta uno dei primi passi concreti verso l’attuazione dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale che entrerà pienamente in vigore nel 2026.

Verso la trasparenza dei contenuti digitali

Il codice non avrà valore vincolante nella fase iniziale, ma fungerà da strumento di sperimentazione per le norme che entreranno in vigore con l’AI Act. Bruxelles lo definisce “code of practice”, un insieme di impegni volontari che anticipano gli obblighi giuridici legati alla trasparenza. La Commissione coinvolgerà piattaforme digitali, sviluppatori di modelli, media, editori e associazioni di consumatori per stabilire regole comuni di marcatura dei contenuti generati artificialmente.

Tra le soluzioni discusse vi sono le filigrane digitali e i metadati certificati, strumenti che permetteranno di associare a ogni contenuto informazioni chiare sulla sua origine. Secondo la tabella di marcia di Bruxelles, il documento finale dovrebbe essere pronto entro la metà del 2026, in parallelo con l’applicazione effettiva dell’AI Act.

Bilanciare innovazione e responsabilità

Il codice nasce dall’esigenza di rispondere alla diffusione di contenuti manipolati e deepfake che alimentano disinformazione e sfiducia nei media digitali. L’obiettivo non è limitare la creatività, ma assicurare che ogni utente possa riconoscere la natura dei contenuti che consuma. Il commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton, ha descritto il progetto come “un passo decisivo verso un ecosistema digitale affidabile, dove l’innovazione può crescere senza compromettere la fiducia dei cittadini”.

Le imprese del settore tecnologico, le piattaforme social e i professionisti della comunicazione dovranno prepararsi a un cambiamento significativo. Gli sviluppatori saranno chiamati a integrare sistemi di marcatura nei processi produttivi, mentre editori e piattaforme dovranno gestire metadati capaci di distinguere tra contenuti umani e sintetici. Sarà inoltre necessario aggiornare policy interne, informative sulla privacy e procedure di conformità per rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 52 dell’AI Act.

Impatto sulle imprese e sul diritto digitale

Per le aziende che operano nel digitale, l’adesione al codice di condotta potrà tradursi in un vantaggio competitivo. Chi adotterà in anticipo sistemi di tracciabilità e di marcatura potrà ridurre i rischi di non conformità e rafforzare la propria reputazione come attore responsabile. L’iniziativa potrebbe inoltre evolversi in uno standard europeo riconosciuto, aprendo la strada a future certificazioni volontarie o a requisiti minimi di conformità.

L’etichettatura come nuovo diritto digitale

Riconoscere l’origine dei contenuti non è solo una questione tecnica ma culturale. In un ambiente dove la linea che separa reale e artificiale è sempre più sottile, sapere da dove proviene un’informazione diventa parte integrante dei diritti digitali. L’Europa sceglie così di agire con un approccio preventivo, introducendo strumenti che possano diventare modelli globali di responsabilità tecnologica.

L’etichettatura dell’intelligenza artificiale rappresenta quindi una nuova frontiera del diritto digitale europeo. La trasparenza diventa un principio strutturale, necessario per costruire un sistema basato sulla fiducia e sulla consapevolezza. La direzione scelta dall’Europa sembra ormai tracciato e va verso un’intelligenza artificiale che dovrà essere riconoscibile, tracciabile e responsabile.