La protezione dei dati entra in una nuova fase di fronte all’espansione dei sistemi di intelligenza artificiale capaci di generare immagini e video realistici di persone identificabili. La presidente dell’European Data Protection Board, Anu Talus, ha firmato una dichiarazione congiunta nell’ambito della Global Privacy Assembly, raccogliendo la posizione condivisa di 61 autorità di controllo nel mondo.
Non si tratta di un semplice richiamo etico. È una presa di posizione coordinata che segnala la volontà di affrontare in modo strutturato il rischio legato alla generazione di contenuti sintetici che raffigurano individui reali senza consenso, in un contesto in cui tali strumenti sono ormai integrati in piattaforme digitali ad ampia diffusione.
Il nodo giuridico: persone identificabili e assenza di consenso
Il cuore della dichiarazione riguarda i sistemi di IA in grado di produrre immagini e video realistici di soggetti identificabili, spesso senza che questi ne siano a conoscenza. L’attenzione è rivolta in particolare alla creazione di immagini intime non consensuali, rappresentazioni diffamatorie e contenuti dannosi che possono incidere gravemente sulla dignità e sulla reputazione delle persone.
La preoccupazione espressa dalle autorità è particolarmente marcata con riferimento ai minori e ai gruppi vulnerabili, esposti a rischi di cyberbullismo, sfruttamento e diffusione incontrollata di contenuti lesivi.
Dal punto di vista giuridico, la questione si colloca nell’ambito del trattamento di dati personali anche quando il contenuto è generato artificialmente. Se l’immagine consente di identificare una persona reale, entrano in gioco obblighi stringenti in termini di liceità del trattamento, trasparenza, proporzionalità e tutela effettiva dei diritti degli interessati.
Obblighi per le organizzazioni: garanzie strutturali e tutela effettiva
La dichiarazione richiama espressamente le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di generazione di contenuti a operare in conformità ai quadri normativi applicabili in materia di protezione dei dati e privacy.
Pur nel rispetto delle differenze tra ordinamenti nazionali, vengono individuati principi comuni che dovrebbero orientare lo sviluppo e l’uso di tali tecnologie in quattro punti cardine: implementazione di garanzie robuste fin dalla progettazione dei sistemi; trasparenza significativa sull’impiego degli strumenti di generazione; predisposizione di meccanismi efficaci e accessibili per la tutela degli individui e attenzione specifica ai rischi che coinvolgono i minori.
Il richiamo alle garanzie da integrare “fin dall’inizio” rafforza l’idea di una responsabilità strutturale e preventiva. La generazione di immagini sintetiche che raffigurano persone reali viene così inquadrata come attività ad alto impatto sui diritti fondamentali, che richiede una governance interna adeguata e una valutazione attenta dei rischi.
Dimensione internazionale e convergenza regolatoria
La dichiarazione assume una rilevanza particolare per la sua dimensione globale. Il coordinamento nell’ambito della Global Privacy Assembly evidenzia la volontà delle autorità di controllo di condividere approcci e informazioni di fronte a un rischio che non conosce confini territoriali.
Tra le autorità che hanno dato rilievo alla dichiarazione vi è anche l’Information Commissioner’s Office del Regno Unito, che ha pubblicato una nota congiunta richiamando le organizzazioni alla necessità di introdurre garanzie robuste fin dalla progettazione dei sistemi di generazione di immagini e di evitare che il progresso tecnologico incida su privacy, dignità e sicurezza, in particolare per i minori.
La convergenza tra autorità europee e autorità extra-UE segnala una tendenza verso una maggiore armonizzazione interpretativa e operativa, almeno sul piano dei principi e delle priorità di vigilanza.
Verso un possibile rafforzamento dell’enforcement
La dichiarazione non introduce nuove norme né annuncia iniziative sanzionatorie immediate. Tuttavia, l’impegno espresso dai cofirmatari a condividere informazioni e a unire gli sforzi per affrontare un rischio definito come globale lascia intravedere la possibilità di un rafforzamento del coordinamento tra autorità.
In un contesto in cui i modelli generativi sono integrati in piattaforme social e servizi accessibili su scala mondiale, la frammentazione degli interventi rischia di essere inefficace. Una cooperazione più stretta tra autorità potrebbe tradursi in azioni parallele o in orientamenti comuni nei confronti dei fornitori di sistemi di generazione e delle piattaforme che li integrano.
La presa di posizione congiunta rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase di maggiore attenzione regolatoria sulle immagini sintetiche che raffigurano persone reali. Il messaggio per le organizzazioni è chiaro: l’innovazione tecnologica non può svilupparsi a scapito della privacy, della dignità e della sicurezza, soprattutto quando in gioco vi sono i diritti dei soggetti più vulnerabili.
