Accessibilità e-commerce: le nuove linee guida dell’AGID chiariscono gli obblighi

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AgID ha pubblicato le nuove linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali, chiarendo che la proroga al 2030 riguarda solo i prodotti utilizzati per erogare il servizio e non gli e-commerce, che dovevano adeguarsi entro il 28 giugno 2025. Online anche una piattaforma che consente agli utenti di segnalare eventuali non conformità dei servizi digitali.

Le nuove linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali pubblicate dall’Agenzia per l’Italia Digitale riportano ordine in un dibattito che negli ultimi mesi aveva prodotto letture molto diverse tra imprese, sviluppatori e consulenti. Il documento, adottato in attuazione del decreto legislativo n. 82 del 2022 che recepisce l’European Accessibility Act, interviene su diversi punti operativi e offre indicazioni più precise per chi gestisce servizi digitali destinati ai consumatori.

Tra i servizi coinvolti rientra anche il commercio elettronico, un settore che negli ultimi mesi aveva seguito con attenzione l’evoluzione della normativa. Il decreto richiede che questi servizi siano accessibili anche alle persone con disabilità, in linea con gli standard tecnici europei e con il principio di partecipazione piena alla vita digitale.

La proroga al 2030 non riguarda i servizi di e-commerce

Una delle questioni che le linee guida affrontano riguarda la disciplina transitoria e il riferimento al 2030. In diversi ambienti professionali si era diffusa l’idea che gli e-commerce già esistenti potessero rinviare l’adeguamento ai requisiti di accessibilità fino a quella data. Il documento pubblicato da AgID chiarisce che la proroga riguarda i prodotti utilizzati per erogare il servizio, quindi componenti tecnologiche come hardware o terminali. Il servizio digitale in quanto tale resta soggetto all’obbligo di conformità a partire dallo scorso 28 giugno 2025.

Per le piattaforme di vendita online la conseguenza è immediata. Il sito o l’applicazione con cui il consumatore interagisce devono rispettare i requisiti di accessibilità entro quella data, senza possibilità di rinvio legate alla disciplina transitoria sui prodotti.

Le eccezioni previste dal decreto e il chiarimento sulla modifica sostanziale

Il decreto prevede due situazioni in cui l’operatore può non procedere all’adeguamento. La prima riguarda l’onere sproporzionato. La seconda riguarda la modifica sostanziale del servizio. In entrambi i casi il fornitore deve documentare la propria valutazione tecnica e informare l’autorità di vigilanza.

Sul fronte dell’onere sproporzionato il quadro rimane quello già delineato dalla normativa. La valutazione si basa sui criteri indicati nell’allegato del decreto, che richiede di considerare elementi come costi di adeguamento e dimensione dell’impresa.

Le linee guida dedicano maggiore attenzione alla nozione di modifica sostanziale. Il decreto utilizzava questa espressione senza chiarirne il significato operativo. Il nuovo documento introduce esempi concreti riferiti ai siti web. Vengono citati, tra gli altri, il rifacimento dell’interfaccia utente e la sostituzione del sistema di gestione dei contenuti utilizzato dal sito.

Un intervento di questo tipo implica un cambiamento strutturale della piattaforma. In situazioni simili l’adeguamento può essere qualificato come modifica sostanziale del servizio e l’operatore può invocare una delle eccezioni previste dalla normativa. Diverso il caso degli interventi tecnici circoscritti. Molte criticità di accessibilità si risolvono con modifiche puntuali al codice, alla navigazione o alla gestione dei contenuti. Queste attività rientrano nella normale manutenzione del servizio e devono essere effettuate.

Una piattaforma per segnalare le non conformità

Nello stesso giorno della pubblicazione delle linee guida, AgID ha messo online anche una piattaforma dedicata alla segnalazione delle non conformità relative ai servizi digitali. Il sistema consente agli utenti di segnalare eventuali problemi di accessibilità nei servizi destinati ai consumatori, tra cui comunicazioni elettroniche, servizi bancari, trasporto passeggeri, libri elettronici e commercio elettronico.

L’Agenzia descrive lo strumento come un punto di contatto destinato a svilupparsi nel tempo. Oltre alle segnalazioni degli utenti, la piattaforma potrà essere utilizzata anche dagli operatori per comunicare situazioni di non conformità e per indicare le misure adottate per risolverle.

Il tema dell’accessibilità entra così in una fase più operativa. Le linee guida offrono un riferimento interpretativo per le imprese. La piattaforma introduce un canale diretto tra utenti, operatori e autorità di vigilanza. Per le aziende che operano online questo significa integrare l’accessibilità nella gestione ordinaria dei servizi digitali, con attività di verifica e aggiornamento nel tempo.