L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul quantum computing, portando questa tecnologia emergente all’interno del perimetro delle analisi antitrust. Il contesto è segnato da una crescita rapida, sostenuta da investimenti consistenti e da una competizione internazionale che coinvolge attori industriali, centri di ricerca e grandi piattaforme digitali.
Il ruolo del quantum computing nel mercato digitale
Le applicazioni del calcolo quantistico stanno progressivamente ampliando il loro raggio d’azione, includendo ambiti come la sicurezza informatica, la simulazione di processi complessi e la progettazione di nuovi materiali. Questo sviluppo contribuisce a rendere il settore sempre più rilevante sotto il profilo economico, con effetti diretti anche sulle strategie industriali delle imprese digitali.
Il mercato si distingue per una struttura in evoluzione, dove la separazione tra componenti fisiche e software risulta meno definita rispetto ai modelli tradizionali. I sistemi quantistici richiedono un’integrazione tra hardware, algoritmi e servizi cloud, con una conseguente concentrazione delle competenze e delle risorse in capo a operatori capaci di gestire l’intera filiera tecnologica.
In questo scenario, le startup e le piccole imprese mantengono un ruolo attivo nello sviluppo di soluzioni specializzate. La loro posizione resta esposta a dinamiche di dipendenza tecnologica, soprattutto quando l’accesso alle infrastrutture e alle risorse computazionali dipende da piattaforme gestite da grandi operatori globali.
Barriere all’ingresso e proprietà intellettuale
Lo sviluppo del quantum computing comporta investimenti elevati, spesso sostenibili da grandi gruppi industriali o programmi pubblici di ampia scala. A questo si aggiunge la necessità di competenze altamente qualificate, concentrate in un numero limitato di centri di eccellenza, con effetti diretti sulla capacità di accesso al mercato da parte di nuovi soggetti.
Il controllo del know-how rappresenta un ulteriore elemento di differenziazione. La crescita delle domande di brevetto nel settore contribuisce a delimitare gli spazi competitivi, creando condizioni in cui alcune tecnologie risultano difficilmente replicabili senza accesso a conoscenze protette.
Questo quadro favorisce la possibilità che alcuni operatori consolidino una posizione anticipata in specifiche aree tecnologiche. La distribuzione dei diritti di proprietà intellettuale incide quindi sulla configurazione futura del mercato, influenzando l’ingresso di nuovi attori e la capacità di sviluppare soluzioni alternative.
Accesso al cloud e profili di dipendenza tecnologica
Il modello di utilizzo del quantum computing si basa prevalentemente sull’accesso remoto tramite cloud, a causa della complessità e dei costi delle infrastrutture necessarie. Questa modalità rafforza il ruolo delle piattaforme che gestiscono l’erogazione dei servizi, incidendo sulle condizioni di accesso per utenti e sviluppatori.
La concentrazione delle infrastrutture può determinare situazioni in cui la migrazione verso altri ambienti tecnologici risulta complessa, con effetti sulla libertà di scelta e sulla competitività del mercato. L’interoperabilità tra sistemi rappresenta quindi un tema centrale nell’analisi condotta dall’Autorità.
L’indagine si colloca anche nel contesto delle politiche europee orientate alla sovranità tecnologica. Il quantum computing è considerato un ambito strategico per la sicurezza e la competitività, mentre il divario rispetto ad altri contesti internazionali continua a rappresentare un elemento di attenzione per le istituzioni.
Parallelamente, l’Autorità ha avviato una consultazione pubblica rivolta a imprese, centri di ricerca e altri soggetti interessati, con l’obiettivo di raccogliere informazioni utili alla valutazione del settore. Il termine per la presentazione dei contributi è fissato al 30 aprile 2026.
