Con l’approvazione definitiva del 4 marzo 2026 il Parlamento ha introdotto una delle prime discipline organiche in Europa dedicate alle recensioni online nel settore turistico e della ristorazione. Il Capo IV della legge annuale sulle piccole e medie imprese, composto dagli articoli 18-23, interviene su un terreno giuridico finora regolato in modo frammentario, cercando di affrontare il problema delle recensioni manipolate e della compravendita di giudizi digitali.
Il legislatore parte da un presupposto sempre più evidente e cioè che nel mercato digitale contemporaneo la reputazione online rappresenta una vera e propria infrastruttura economica. Le valutazioni pubblicate sulle piattaforme influenzano direttamente il comportamento dei consumatori e possono incidere in modo significativo sulla competitività delle imprese, soprattutto nei settori dove la scelta del cliente avviene quasi esclusivamente attraverso comparazioni online.
L’intervento normativo mira quindi a garantire che le recensioni pubblicate su internet siano effettivamente riconducibili a esperienze reali e verificabili, rafforzando allo stesso tempo la tutela della concorrenza e della reputazione delle imprese.
L’obiettivo della disciplina è quello di arrivare a recensioni attendibili e verificabili
L’articolo 18 della legge definisce le finalità della normativa. Il legislatore chiarisce che la disciplina ha lo scopo di contrastare le recensioni online illecite relative a prodotti e servizi offerti dalle imprese del turismo e della ristorazione operanti in Italia, garantendo che i giudizi pubblicati provengano da soggetti che abbiano effettivamente usufruito della prestazione o acquistato il prodotto.
La norma richiama esplicitamente la cornice europea del regolamento sui servizi digitali, il Digital Services Act, confermando che la disciplina nazionale deve integrarsi con il sistema di responsabilità e di governance delle piattaforme stabilito a livello europeo.
I requisiti di liceità delle recensioni
Il cuore della nuova regolazione è rappresentato dall’articolo 19, che definisce le condizioni affinché una recensione possa essere considerata lecita.
In primo luogo viene introdotto un requisito temporale. La recensione deve essere pubblicata entro trenta giorni dalla fruizione del servizio o dall’acquisto del prodotto. La norma mira a garantire che il giudizio sia legato a un’esperienza recente e verificabile.
Il secondo elemento riguarda l’identità dell’autore. La recensione deve provenire da una persona fisica che abbia effettivamente e personalmente utilizzato il servizio o la prestazione. La legge stabilisce inoltre che è illecita qualsiasi recensione qualificata come “verificata” se non riconducibile a un utente reale che abbia realmente usufruito del servizio.
Un terzo requisito riguarda l’indipendenza del giudizio. La recensione non deve essere il risultato di incentivi economici o promesse di benefici da parte dell’operatore economico o di intermediari. In altre parole, viene vietata qualsiasi forma di recensione incentivata o condizionata.
Particolarmente significativa è l’introduzione di una presunzione legale di autenticità. Quando la recensione è accompagnata da evidenze documentali come la ricevuta fiscale o altra prova della transazione, la normativa presume che il giudizio sia autentico.
Infine il legislatore introduce un principio che può essere definito come una forma di “diritto all’attualità”. Trascorsi due anni dalla pubblicazione, la recensione perde il requisito di liceità in ragione della sua mancanza di attualità rispetto alla qualità del servizio offerto.
Si tratta di una disposizione innovativa che riconosce implicitamente come il giudizio su un’impresa non possa restare indefinitamente ancorato a esperienze molto lontane nel tempo.
Il divieto di compravendita delle recensioni
L’articolo 20 introduce un divieto esplicito di compravendita delle recensioni online. La norma vieta l’acquisto e la cessione, a qualsiasi titolo, di recensioni, apprezzamenti o interazioni digitali, indipendentemente dalla loro successiva pubblicazione.
La violazione del divieto rientra nell’ambito delle pratiche commerciali scorrette disciplinate dal codice del consumo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato potrà quindi esercitare i poteri investigativi e sanzionatori previsti dall’articolo 27 del decreto legislativo 206 del 2005.
In questo modo il legislatore collega direttamente il fenomeno delle recensioni false alla tutela della concorrenza e del consumatore.
Segnalazioni e rimozione delle recensioni illecite
Il nuovo sistema prevede anche un meccanismo procedurale per la rimozione delle recensioni irregolari. Il legale rappresentante della struttura recensita, o un suo delegato, potrà segnalare le recensioni che non rispettano i requisiti di liceità previsti dalla legge.
La segnalazione dovrà avvenire secondo le procedure previste dal Digital Services Act, che disciplina i sistemi di notice and action utilizzati dalle piattaforme digitali per la rimozione dei contenuti illeciti.
Questo collegamento diretto con il diritto europeo conferma che la nuova normativa italiana non introduce un sistema autonomo di moderazione dei contenuti, ma si integra con l’architettura di responsabilità già prevista dal regolamento europeo.
Il ruolo dell’AGCM nell’enforcement della disciplina sulle recensioni
La legge attribuisce un ruolo centrale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’attuazione della nuova disciplina sulle recensioni online. In caso di violazione del divieto di acquisto o cessione di recensioni, apprezzamenti o interazioni digitali, l’Autorità potrà esercitare i poteri investigativi e sanzionatori previsti dall’articolo 27 del Codice del consumo, inquadrando tali condotte nell’ambito delle pratiche commerciali scorrette.
Oltre alla funzione repressiva, l’AGCM è chiamata a svolgere un ruolo di indirizzo regolatorio. L’Autorità dovrà infatti adottare specifiche linee guida, elaborate previa consultazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per la protezione dei dati personali e dei ministeri competenti, con l’obiettivo di orientare le imprese e gli operatori digitali nell’adozione di sistemi idonei a garantire l’autenticità e la tracciabilità delle recensioni.
Alla stessa Autorità è affidato inoltre un compito di monitoraggio sistematico del fenomeno delle recensioni illecite. L’AGCM dovrà svolgere una verifica annuale sull’applicazione della normativa e riferire alle Camere sull’evoluzione del mercato delle recensioni online, contribuendo così alla valutazione dell’efficacia della disciplina e alla possibile evoluzione del quadro regolatorio.
Il contesto economico e il peso delle recensioni nelle decisioni di acquisto
L’intervento legislativo si inserisce in un contesto economico in cui le recensioni digitali hanno assunto un ruolo centrale nelle decisioni di acquisto.
Secondo un’indagine condotta da Altroconsumo su oltre quattromila consumatori europei, il 65% degli italiani consulta abitualmente le recensioni prima di effettuare un acquisto online e il 78% ritiene che queste abbiano un peso determinante nella scelta finale.
Allo stesso tempo la fiducia nel sistema delle recensioni appare fragile. Il 79% degli intervistati ritiene infatti che la diffusione di recensioni false comprometta la credibilità complessiva delle piattaforme di valutazione.
In questo contesto la reputazione digitale rappresenta per le imprese un vero e proprio asset economico. Nel turismo e nella ristorazione una singola valutazione negativa può influenzare la percezione di una struttura e incidere sulle prenotazioni.
Le reazioni delle associazioni di categoria
L’approvazione della nuova disciplina ha suscitato reazioni positive tra le associazioni di categoria del settore turistico e della ristorazione.
La Federazione italiana pubblici esercizi ha definito la norma un primo passo verso un sistema più trasparente di gestione della reputazione digitale. Secondo il presidente dell’associazione, Lino Stoppani, la lotta alle recensioni false rappresenta una condizione necessaria per rafforzare la fiducia tra imprese e consumatori e per garantire una concorrenza più leale nel mercato digitale.
Anche Assoturismo Confesercenti ha accolto favorevolmente l’introduzione di criteri più chiari sull’autenticità delle recensioni. Il presidente Vittorio Messina ha sottolineato come negli ultimi anni molte imprese turistiche abbiano dovuto affrontare danni reputazionali derivanti da recensioni manipolate o non autentiche, spesso difficili da contestare.
Secondo le associazioni del settore, la nuova normativa potrebbe contribuire a riequilibrare il rapporto tra imprese e piattaforme digitali, riducendo l’impatto delle pratiche scorrette che alterano la percezione dei servizi offerti.
Le implicazioni per professionisti e consulenti legali
Per i professionisti del diritto e per i consulenti d’impresa la nuova normativa apre diversi fronti operativi.
Un primo aspetto riguarda l’adeguamento delle piattaforme digitali e dei sistemi di raccolta delle recensioni. Le imprese e i portali potrebbero essere incentivati a sviluppare sistemi di verifica dell’esperienza di acquisto, come il collegamento tra recensione e documentazione fiscale, per beneficiare della presunzione di autenticità prevista dalla legge.
Un secondo profilo riguarda la compliance con il Digital Services Act. Le piattaforme dovranno assicurare che i sistemi di gestione delle segnalazioni e delle richieste di rimozione siano conformi ai requisiti europei, integrando le nuove regole nazionali nel quadro normativo europeo.
Infine la norma introduce una questione nuova sul piano giuridico e cioè la scadenza temporale delle recensioni. Il limite dei due anni impone alle piattaforme di gestire in modo dinamico gli archivi dei contenuti e potrebbe aprire interrogativi interpretativi su come debba essere applicato il principio di attualità delle recensioni.
La clausola transitoria
La legge stabilisce infine che le nuove disposizioni non si applicheranno alle recensioni già pubblicate prima dell’entrata in vigore della normativa. Si tratta di una clausola transitoria che evita effetti retroattivi e che consentirà alle piattaforme di adeguare progressivamente i propri sistemi di gestione delle recensioni.
L’operatività delle nuove norme è ora subordinata alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale, passaggio che segnerà l’avvio concreto di una disciplina destinata a incidere profondamente sull’economia della reputazione digitale in Italia.
