Dentro il campus dell’Università Statale di Mosca, sul colle delle Colline dei Passeri, prende forma qualcosa che va ben oltre un normale ampliamento accademico. Un supercomputer da 400 petaflop accessibile solo a pochi eletti, un istituto di ricerca, un centro studi e ora anche una nuova Facoltà di Intelligenza Artificiale: quattro strutture che le agenzie di stampa statali russe presentano come un unico “ecosistema IA unificato dell’MGU”. A coordinare l’insieme ci sarebbe Katerina Tikhonova, ritenuta da più fonti indipendenti figlia del presidente Vladimir Putin e già direttrice ufficiale dell’Istituto IA dell’ateneo. Lo rivela un’inchiesta del giornale scientifico indipendente T-invariant, ripresa da Meduza.
Una facoltà nuova in un sistema già costruito
La presentazione ufficiale della Facoltà di Intelligenza Artificiale si è tenuta il 21 aprile 2026. A guidarla è Ivan Oseledets, professore dell’Accademia delle Scienze Russa e direttore generale dell’istituto di ricerca AIRI; il suo vice per la ricerca è Anton Konushin, responsabile del Centro IA dell’MGU. Il primo ciclo di iscrizioni prevede 36 studenti triennali e altrettanti magistrali, con 20 posti finanziati dallo stato per ciascun livello. Chi accede con una borsa a pagamento spende circa mezzo milione di rubli l’anno. L’età media del corpo docente, secondo quanto dichiarato da Oseledets, si ferma a 30 anni. A sostenere economicamente il progetto ci sono il miliardario Oleg Deripaska, tramite la sua fondazione “Volnoe Delo”, e la banca statale VTB, già sponsor del forum annuale Data Fusion Awards organizzato dall’Istituto IA. Tikhonova ha partecipato all’edizione di aprile 2026 del forum in videoconferenza — modalità che usa ormai in modo esclusivo per qualsiasi apparizione pubblica, dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo alle conferenze di Innopraktika.
La questione dei finanziamenti non è un dettaglio secondario. Deripaska è un oligarca sotto sanzioni occidentali e VTB è un istituto bancario statale colpito da restrizioni dopo l’invasione dell’Ucraina. Che siano loro a sostenere una struttura accademica con potenziale applicazione militare dice qualcosa di preciso sulla natura del progetto.
Nell’edificio della nuova facoltà è previsto anche un parco robotico che dovrebbe ospitare cani meccanici, androidi e droni di varie dimensioni. Konushin ha confermato che sono in discussione programmi di doppio diploma e laboratori congiunti con l’Università russo-cinese MGU-BIT di Shenzhen, dove già nel novembre 2025 erano stati annunciati due laboratori, uno dei quali dedicato ad algoritmi di intelligenza artificiale. All’EXPO russo-cinese di Khabarovsk del 2024, ricercatori di quella stessa università avevano presentato droni di varie dimensioni come uno dei filoni scientifici più attivi.
Il supercomputer che nessuno può vedere
Al centro dell’ecosistema c’è il supercomputer MGU-270, con una capacità di calcolo di picco di 400 petaflop al secondo, più potente dei sistemi europei Lumi e Leonardo. Secondo T-invariant, le sue unità grafiche sono processori Nvidia entrati in Russia attraverso importazioni parallele gestite da società cinesi, commercializzati sotto il marchio fittizio Solar Peak per aggirare i controlli all’esportazione imposti dall’Occidente dopo il febbraio 2022. L’accesso alla macchina è ristretto a un cerchio chiuso di persone: ricercatori del Centro di calcolo dell’ateneo hanno dichiarato di non riuscire ad avvicinarsi all’impianto e di aver appreso della sua esistenza dai comunicati stampa. Una fonte sentita da T-invariant ha segnalato che nel servizio del telegiornale statale “Vremia” dedicato alla nuova facoltà veniva mostrato il vecchio supercomputer “Lomonosov-2”, a dimostrazione che le telecamere non erano state ammesse nei locali del nuovo sistema. L’intera infrastruttura opera sotto il controllo dell’FSB tramite un sistema di verifica delle ricerche civili che le fonti interpellate descrivono come più stringente di quello in vigore in epoca sovietica. T-invariant evidenzia che le principali linee di ricerca e sviluppo dell’ecosistema presentano caratteristiche di possibile doppio uso, civile e militare. Un aspetto che diventerà più chiaro quando i committenti delle tecnologie decideranno come impiegare, per esempio, i droni “classici più adatti al trasporto di carichi pesanti” sviluppati a Shenzhen.
Un membro dell’Accademia delle Scienze Russa, sentito da T-invariant, ha messo in discussione la stessa logica istituzionale della nuova facoltà, chiedendosi perché l’intelligenza artificiale debba avere un corso separato invece di essere integrata nelle strutture esistenti di informatica o matematica. La risposta, secondo quella fonte, ha a che fare con la delimitazione di un territorio accademico proprio, più che con esigenze didattiche.
