Matrimonio annullato nei Paesi Bassi dopo voti scritti con l’intelligenza artificiale

Tempo di lettura: 3 minuti

Un tribunale olandese chiarisce che l’uso dell’intelligenza artificiale nella redazione dei voti nuziali non può sostituire le dichiarazioni giuridiche richieste dalla legge civile, con effetti diretti sulla validità del matrimonio

Un matrimonio celebrato nei Paesi Bassi nell’aprile 2025 non ha prodotto effetti giuridici perché i voti nuziali pronunciati durante la cerimonia non rispettavano le formule previste dal diritto civile. La particolarità del caso sta nel fatto che quei voti erano stati redatti con il supporto di un sistema di intelligenza artificiale, utilizzato dall’amico della coppia incaricato di officiare la cerimonia civile informale. Il testo generato conteneva dichiarazioni affettive e promesse personali, ma non includeva l’espressione esplicita della volontà di assumere gli obblighi giuridici derivanti dal matrimonio.

Quando il consenso non produce effetti giuridici

Il tribunale di Zwolle ha fondato la propria decisione sull’articolo 1:67, paragrafo 1, del Codice civile olandese, che richiede una manifestazione di consenso non solo simbolica, ma anche giuridicamente qualificata. La legge impone che i coniugi dichiarino in modo chiaro di voler contrarre matrimonio assumendone le conseguenze legali. In assenza di questa formula, l’atto non è incompleto dal punto di vista emotivo, è giuridicamente inesistente. La registrazione del matrimonio nei registri civili è stata quindi considerata erronea, indipendentemente dall’intenzione reale della coppia.

La decisione chiarisce che l’origine del testo non è l’elemento decisivo. Il giudice non ha censurato l’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto alla scrittura, né ha affermato che l’IA sia incompatibile con contesti cerimoniali. Il problema risiede nella distanza tra linguaggio naturale e linguaggio giuridico, che non può essere colmata senza una verifica consapevole delle forme richieste dalla legge. Un testo può apparire coerente, solenne e persino convincente, pur mancando degli elementi necessari a produrre effetti giuridici.

Automazione del linguaggio e limiti delle forme legali

La coppia ha tentato di ottenere dal tribunale il riconoscimento retroattivo della data della cerimonia come data ufficiale del matrimonio, sottolineandone il valore personale e simbolico. La richiesta è stata respinta. Secondo il giudice, il significato emotivo attribuito a un evento non può sostituire il rispetto delle condizioni di validità previste dalla normativa. Il diritto di famiglia, quando incide sullo status personale, resta ancorato a requisiti formali inderogabili, anche in presenza di una volontà concorde e priva di intenti elusivi.

Dal punto di vista del diritto digitale, il caso conferma un principio già noto ma spesso sottovalutato: l’automazione del linguaggio non equivale alla produzione automatica di effetti giuridici. Gli strumenti di IA generativa possono assistere, suggerire formulazioni o facilitare la scrittura, ma non assumono responsabilità né garantiscono la conformità normativa. Quando un atto incide su diritti, obblighi o status giuridici, il controllo umano qualificato non è un passaggio accessorio, è una condizione necessaria.

La vicenda olandese si inserisce in un contesto europeo in cui l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione di testi a rilevanza legale è sempre più diffuso. Il caso dimostra che l’innovazione tecnologica non modifica automaticamente le regole della validità giuridica. Anche quando l’intento delle parti è chiaro, il diritto continua a richiedere forme precise, perché è su quelle forme che si fonda la certezza degli effetti prodotti.