Cinque tra i più grandi gruppi editoriali al mondo e uno degli autori americani più letti degli ultimi quarant’anni hanno presentato il 5 maggio 2026 una class-action federale contro Meta Platforms e il suo fondatore Mark Zuckerberg, davanti al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York. I querelanti, Elsevier, Cengage, Hachette, Macmillan e McGraw Hill, affiancati dallo scrittore Scott Turow, sostengono che Meta abbia costruito i propri modelli linguistici Llama attingendo a milioni di libri e articoli scientifici prelevati da piattaforme pirata, senza chiedere alcun permesso e senza riconoscere alcun compenso agli aventi diritto.
Zuckerberg avrebbe bloccato le trattative con gli editori
La denuncia ricostruisce una sequenza interna che occupa un posto centrale nell’impianto accusatorio. Tra il 2022 e i primi mesi del 2023, Meta aveva aperto una fase esplorativa per stringere accordi di licensing con i principali editori, ipotizzando un budget che avrebbe potuto raggiungere i 200 milioni di dollari. Nell’aprile 2023, la questione venne portata direttamente a Zuckerberg. Stando a quanto riportato nella denuncia, il CEO avrebbe dato istruzioni verbali di interrompere ogni negoziazione. La motivazione, sintetizzata in una comunicazione interna citata nel documento, era di natura squisitamente strategica: siglare anche un solo contratto di licenza avrebbe reso insostenibile la difesa basata sul fair use, la dottrina giuridica che consente in certi casi l’uso di materiali protetti senza autorizzazione preventiva. Meta avrebbe quindi abbandonato la strada degli accordi commerciali per percorrere quella del prelievo diretto da siti come LibGen e Anna’s Archive, piattaforme notoriamente utilizzate per la distribuzione non autorizzata di testi protetti da copyright.
La class-action sostiene che i modelli Llama, così addestrati, siano in grado di riprodurre porzioni testuali delle opere originali.
Tra le opere citate nella denuncia compaiono titoli di narrativa come “The Fifth Season” di N.K. Jemisin e “The Wild Robot” di Peter Brown, ma anche manuali universitari e riviste scientifiche. Scott Turow, autore di quattordici romanzi tradotti in oltre quaranta lingue e venduti in più di quaranta milioni di copie, sostiene che tra i testi prelevati illecitamente figurino alcune delle sue opere più note, tra cui “Presumed Innocent” del 1987.
Il danno di mercato al centro della battaglia legale
Quello che distingue questa causa dai contenziosi analoghi intentati negli anni scorsi da singoli autori riguarda la natura e la misurabilità del danno economico. Gli editori accademici e scolastici coinvolti nella class-action possono documentare in modo diretto la perdita di fatturato: ogni risposta generata da Llama che risponde a una domanda di biologia, storia o diritto al posto di un testo Cengage o di un articolo Elsevier corrisponde a una vendita mancata, tracciabile e quantificabile. Gli analisti legali indicano proprio questa market-harm evidence come il terreno su cui si giocherà l’esito del processo. Una sentenza del giugno 2025 del giudice Chhabria aveva già chiarito che la valutazione del fair use applicato all’intelligenza artificiale dipende in misura determinante dalla capacità di dimostrare un danno concreto al mercato di riferimento, più che dalla trasformatività del prodotto finale. I querelanti di questo nuovo procedimento arrivano in aula con un profilo evidentemente diverso rispetto ai ricorrenti del caso Kadrey, che coinvolgeva circa 666 titoli di un gruppo ristretto di autori individuali.
Meta ha risposto attraverso un portavoce, ribadendo che i tribunali hanno già riconosciuto in più occasioni la compatibilità dell’addestramento su materiali protetti con le norme vigenti sul fair use, e annunciando che l’azienda si difenderà con determinazione. Il procedimento si inserisce in un panorama giudiziario affollato: decine di cause simili sono pendenti negli Stati Uniti contro varie aziende del settore. A settembre 2025, Anthropic aveva raggiunto un accordo da 1,5 miliardi di dollari con un gruppo di autori per chiudere una class-action analoga.
