Milano diventa il laboratorio italiano dell’Agentic Era

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A gennaio 2026 Milano ospita l’AI Festival dedicato ai sistemi agentici: due giorni di confronto tra tecnologia, diritto e industria su come l’intelligenza artificiale autonoma sta cambiando imprese, istituzioni e professioni digitali

Milano ospita il 21 e 22 gennaio 2026 una delle principali manifestazioni italiane dedicate all’intelligenza artificiale. All’Università Bocconi va in scena l’AI Festival 2026, due giorni di formazione avanzata che riuniscono oltre 150 esperti del panorama nazionale e internazionale, tra ricercatori, manager, giuristi, decisori pubblici e innovatori tecnologici.

Il tema scelto per questa edizione, Empowering the Agentic Era, segna un passaggio netto rispetto al recente passato. Al centro del confronto non ci sono più soltanto i modelli generativi, ma l’evoluzione dell’AI verso sistemi agentici, capaci di prendere decisioni, agire in autonomia, collaborare con l’uomo e interagire con il mondo fisico, economico e sociale. Una trasformazione che impone nuove domande non solo tecnologiche, ma anche giuridiche, organizzative e politiche.

Il fulcro dell’evento è rappresentato dalla Plenaria, affiancata da percorsi verticali tra cui spicca quello dedicato alla Governance & Legal Tech, che affronta l’impatto dell’intelligenza artificiale sul diritto, sulla compliance e sulle professioni.

La Plenaria: visione, politica industriale e responsabilità dell’AI

La prima giornata del Festival si apre con il benvenuto di Cosmano Lombardo, seguito da una riflessione sul ruolo pubblico dell’intelligenza artificiale. Layla Pavone propone una lettura dell’AI come infrastruttura civica, chiamata a generare valore collettivo e a integrarsi nelle politiche urbane e nei servizi pubblici.

Il confronto entra poi nel vivo con il tema della competitività industriale. Marco Fanizzi presenta la visione delle AI Factory, sottolineando come l’intelligenza artificiale sia ormai una componente strutturale della produttività e non più una semplice sperimentazione tecnologica.

Sul piano istituzionale e costituzionale, Oreste Pollicino affronta il nodo della governance adattiva dell’AI, mettendo in relazione principi fondamentali, accountability e velocità dell’innovazione. Un passaggio centrale per comprendere come il diritto europeo sia chiamato a riorganizzarsi di fronte a sistemi intelligenti sempre più autonomi.

Dallo spazio alla sostenibilità, dalla cultura alla conoscenza

Lo sguardo della Plenaria si amplia poi verso le applicazioni strategiche dell’intelligenza artificiale. Chiara Cocchiara racconta il ruolo dell’AI nelle attività dell’Agenzia Spaziale Europea, dall’osservazione della Terra alla gestione di grandi volumi di dati ambientali.

Il tema dell’impatto climatico e ambientale dell’intelligenza artificiale è al centro dell’intervento di Sasha Luccioni, che richiama l’attenzione sul costo energetico degli AI agents e sulla necessità di scelte tecnologiche consapevoli.

Il rapporto tra AI e conoscenza viene affrontato da Alessandra Poggiani, che descrive l’intelligenza artificiale come infrastruttura della ricerca e della formazione, mentre Arianna Traviglia porta esempi concreti di applicazione dell’AI nei beni culturali e nell’archeologia, mostrando come le tecnologie intelligenti possano incidere anche sulla tutela della memoria e del patrimonio.

Startup, scala industriale e il nodo italiano

La prima giornata si chiude con uno dei momenti più politici dell’intero Festival: la tavola rotonda su “L’AI e la sfida dimensionale dell’Italia”. Il confronto mette al centro la difficoltà del sistema produttivo italiano nel trasformare innovazione e ricerca in scala industriale.

Ne discutono Marco Gay, Giovanni Zazzerini, Gianluca Galgano, Vincenzo Di Nicola e Massimo Calzoni, intrecciando capitale, competenze e politiche pubbliche.

Physical AI e lavoro umano: il secondo giorno della Plenaria

La seconda giornata si apre con un dialogo tra Daniele Manca e Gianmario Verona, dedicato alla domanda se l’intelligenza artificiale rappresenti una vera superinnovazione o una moda destinata a ridimensionarsi.

Il momento più atteso arriva con l’intervento di Daniele Pucci, che introduce il tema della Physical AI e dell’AI embodied. La robotica e i sistemi intelligenti capaci di percepire e agire nel mondo fisico segnano un ulteriore salto di paradigma nel rapporto tra uomo e macchina.

Il focus sul lavoro è affidato a Davide Dattoli, mentre Pier Luigi Pisa e Nestor Maslej affrontano il cambiamento della ricerca, dei media e dell’ecosistema dell’informazione nell’era degli agenti intelligenti.

Governance & Legal Tech, l’AI diventa diritto operativo

Accanto alla Plenaria, l’AI Festival dedica uno spazio centrale al percorso Governance & Legal Tech, pensato per affrontare l’intelligenza artificiale dal punto di vista giuridico, regolatorio e organizzativo. Non un dibattito teorico, ma un’analisi concreta di come l’AI entra nei processi aziendali, nei mercati e nelle professioni.

La giornata si apre con Sofia Piemattei, che affronta il tema della compliance AI by design, entrando nel merito dell’adeguamento dei processi aziendali all’AI Act, tra governance, accountability e tutela dei dati.

Segue l’intervento di Paolo Marsilio, dedicato all’uso dell’AI nello sport e nei big data analytics, uno dei settori più avanzati e giuridicamente sensibili.

Il tema dell’infrastruttura e della fiducia è al centro del panel che coinvolge Cinzia Grimaldi, Maurizio Ialongo, Alberto Bozzo, Cristiano Redona e Stefano Goria, con un messaggio chiaro: senza architetture solide e controllo umano, l’AI non può scalare.

Uno dei passaggi più delicati riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nel contrasto al crimine finanziario, affrontato da Kevin Carboni e Jacopo Berti.

Il confronto internazionale è affidato a Jae Moon, che illustra il Framework Act sull’AI in Corea del Sud, offrendo uno spunto comparativo con il modello europeo.

Il momento più operativo dell’intero percorso è l’intervento di Antonino Polimeni, dedicato ai casi reali di compliance legale AI, dal primo audit fino all’adeguamento finale. È qui che il diritto incontra la pratica quotidiana dell’AI nelle imprese.

A seguire, Paolo Fois analizza la trasformazione della professione legale, mentre il panel conclusivo su Agentic AI e Quantum Computing coinvolge Marilena Hyeraci, Antonio D’Ortenzio, Roberta Russo e Corrado Creston.