Google applicherà da settembre 2025 un aggiornamento della policy sui contenuti politici che riguarda direttamente gli annunci Shopping in Europa. Il cambiamento deriva dal Regolamento UE 2024/900 e stabilisce che i messaggi pubblicitari con finalità politiche non potranno più essere diffusi attraverso la piattaforma. La misura tocca partiti, candidati, alleanze e tutte le organizzazioni che operano nel campo delle campagne elettorali. Saranno considerati non conformi anche gli annunci che puntano a influenzare votazioni, referendum o processi legislativi a qualsiasi livello.
Restrizioni e casi di eccezione
Google prevede un’unica area di eccezione: le comunicazioni ufficiali delle istituzioni europee o degli Stati membri, ma solo se limitate a fornire informazioni pratiche sulle modalità di voto, sulla partecipazione alle elezioni e sull’annuncio delle candidature o delle domande referendarie. Anche campagne informative promosse da autorità pubbliche potranno essere pubblicate, purché non siano studiate per orientare i cittadini verso una scelta politica. Per queste categorie sarà comunque necessario un processo di approvazione. Ogni inserzionista dovrà inoltre presentare individualmente la propria richiesta di esenzione, incluse agenzie e gestori di più account pubblicitari.
L’autodichiarazione e gli effetti sul marketing digitale
Dal mese di agosto 2025 scatterà l’obbligo di autodichiarazione: chi utilizza Shopping Ads dovrà indicare se intende diffondere messaggi politici. In caso di risposta positiva, le restrizioni saranno applicate automaticamente all’entrata in vigore della nuova normativa. Questo sistema mette al centro la responsabilità diretta degli inserzionisti, che diventano garanti della natura commerciale o meno dei propri annunci. La novità costringerà aziende e agenzie a rafforzare i controlli interni e a distinguere con precisione tra comunicazione di prodotto e messaggio politico.
L’impatto sul marketing digitale è significativo. L’e-commerce e le piattaforme pubblicitarie si trovano di fronte a un nuovo scenario normativo che limita i margini di azione in settori sensibili. Per i professionisti del digitale si apre una fase di adeguamento tecnico e giuridico. La chiarezza nella distinzione dei contenuti diventerà un fattore competitivo e ridurrà il rischio di sospensioni o blocchi improvvisi delle campagne. *Resta il dubbio se l’inasprimento delle regole rafforzerà davvero la trasparenza politica online o se, al contrario, sposterà i messaggi verso canali meno controllati.*
Le nuove restrizioni rappresentano un ulteriore tassello nel percorso europeo verso un ambiente digitale più regolato e trasparente. Chi lavora nel settore dovrà non solo conoscere le regole, ma integrarle nei processi di progettazione delle campagne. Il confine tra comunicazione commerciale e contenuto politico sarà sempre più rilevante, e la capacità di interpretarlo correttamente diventerà una competenza chiave per agenzie e inserzionisti.
