OpenAI accusa Musk di voler sabotare ChatGPT e chiede l’intervento delle autorità statali

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OpenAI ha inviato una lettera formale ai procuratori generali di California e Delaware chiedendo di aprire un'indagine su Elon Musk per comportamenti anticoncorrenziali nei confronti della società. La richiesta arriva a meno di un mese dall'inizio del processo civile tra le due parti, fissato per il 27 aprile 2026 in California, mentre Musk chiede oltre 100 miliardi di dollari di danni alla fondazione no-profit di OpenAI.

OpenAI ha inviato una lettera formale ai procuratori generali di California e Delaware chiedendo di aprire un’indagine su Elon Musk per comportamenti definiti “impropri e anticoncorrenziali”. Il documento, firmato da Jason Kwon nella sua qualità di chief strategy officer della società, è stato recapitato al californiano Rob Bonta e alla collega del Delaware Kathy Jennings mentre si avvicina la data del processo civile tra le due parti, fissata per il 27 aprile nel distretto settentrionale della California.

La lettera ai procuratori e le accuse contro Musk

Secondo quanto riportato nella lettera, Musk starebbe usando la propria influenza e i propri legali per indebolire OpenAI e avvantaggiare indirettamente xAI, la società di intelligenza artificiale che ha lanciato dopo aver abbandonato OpenAI nel 2018. Kwon sostiene che Musk abbia cercato di coinvolgere Mark Zuckerberg, CEO di Meta, in un tentativo di acquisizione ostile della società avanzato da un consorzio legato allo stesso Musk all’inizio del 2025. Zuckerberg, stando a quanto afferma OpenAI in un atto depositato ad agosto, non avrebbe poi aderito all’iniziativa. La lettera richiama anche un’inchiesta del New Yorker secondo cui collaboratori di Musk avrebbero condotto attività di sorveglianza su Sam Altman, monitorandone spostamenti e voli.

La causa intentata da Musk nel 2024 contro OpenAI, Altman e altri dirigenti reclama oltre 100 miliardi di dollari di danni alla fondazione no-profit. OpenAI sostiene che una condanna di tale entità paralizzerebbe l’organizzazione, rendendo impossibile portare avanti la missione dichiarata di sviluppare l’intelligenza artificiale generale nell’interesse dell’umanità. Kwon scrive che le azioni di Musk siano progettate per trasferire il controllo sull’AGI a concorrenti privi di principi orientati alla sicurezza e privi di qualsiasi responsabilità pubblica.

Musk è cofondatore di OpenAI fin dal 2015, ma lasciò la società tre anni dopo avere tentato senza successo di convincere i vertici a fonderla con Tesla. Anni più tardi ha avviato xAI, il chatbot Grok e poi la causa legale, accusando OpenAI di aver tradito la propria missione originaria con la transizione verso un assetto societario a scopo di lucro. A gennaio 2026 un giudice di Oakland ha stabilito che la controversia sarà decisa da una giuria popolare.

xAI, Grok e il contesto della sfida globale sull’intelligenza artificiale generale

La lettera di OpenAI allarga il quadro anche ad altri fronti aperti. xAI è attualmente oggetto di indagini a livello globale per la produzione di deepfake sessualmente espliciti riguardanti donne e minori, operazione che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stata condotta per gonfiare le metriche di utilizzo della piattaforma in vista di una quotazione in borsa. Proprio nei giorni in cui OpenAI spediva la lettera ai procuratori, SpaceX, altra società di Musk, depositava in via riservata la documentazione per quella che si preannuncia come una delle maggiori offerte pubbliche iniziali della storia recente.

Lo scontro con le autorità californiane non riguarda solo questa vicenda. Musk ha da anni un rapporto conflittuale con California e Delaware, tanto da aver spostato le sedi di Tesla e SpaceX in Texas e ricorporato le sue società in Nevada e Texas dopo aver accusato entrambi gli stati di agire con pregiudizio nei suoi confronti. Sul fronte regolatorio, xAI ha citato in giudizio il procuratore generale californiano Bonta, sostenendo che la nuova legge statale sulla trasparenza dei dati nell’intelligenza artificiale violi la libertà di espressione e il diritto a proteggere i segreti industriali. La scelta di OpenAI di rivolgersi proprio a quelle procure statali inserisce la richiesta di indagine in un terreno già percorso da tensioni pregresse, rendendo la posta in gioco politica oltre che giudiziaria. Il processo inizierà il 27 aprile con la selezione della giuria.