Le istituzioni si attrezzano per rispondere con strumenti all’altezza delle sfide. In quest’ottica, il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa che formalizza un nuovo assetto di collaborazione tra le due Autorità. L’obiettivo è chiaro: costruire un fronte comune per affrontare situazioni in cui le dinamiche concorrenziali e il trattamento dei dati personali si intersecano, creando effetti potenzialmente dannosi per utenti e imprese.
Il protocollo, frutto di un confronto istituzionale approfondito, introduce un meccanismo di cooperazione sistematica. Le due Autorità si impegnano a condividere, con cadenza periodica, informazioni su procedimenti in corso e linee di intervento, avviando segnalazioni reciproche ogniqualvolta emergano profili di competenza incrociata. L’intesa contempla inoltre la possibilità di svolgere accertamenti congiunti e di rivolgersi in modo coordinato al Parlamento o al Governo per evidenziare criticità normative o proporre soluzioni legislative su materie d’interesse comune.
Elemento chiave dell’accordo è l’istituzione di un Tavolo tecnico congiunto, uno spazio di lavoro operativo pensato per facilitare la pianificazione di iniziative comuni e garantire una lettura coerente dei fenomeni digitali. Questo organismo potrà riunirsi anche su richiesta di una sola delle parti, dimostrando una flessibilità funzionale a rispondere a contesti in rapido mutamento.
A firmare l’intesa sono stati i presidenti delle due Autorità: Pasquale Stanzione per il Garante Privacy e Roberto Rustichelli per l’Antitrust. Entrambi hanno sottolineato l’urgenza di una risposta coordinata alle trasformazioni che attraversano il mercato digitale, dove l’uso dei dati personali può incidere direttamente sulle condizioni di concorrenza e, viceversa, pratiche scorrette sul mercato possono compromettere la libertà e la dignità degli individui.
Questa alleanza istituzionale non si limita a promuovere un migliore scambio di informazioni: segna piuttosto l’inizio di un cambio di paradigma, in cui la protezione dei diritti e la regolazione dei poteri economici non sono più compartimenti stagni ma ambiti interdipendenti. Le sfide che attendono le Autorità non mancano — dai modelli di profilazione sempre più sofisticati all’uso predatorio dei dati da parte di grandi operatori digitali — ma il metodo di lavoro delineato in questo protocollo sembra muoversi nella giusta direzione.
Una sinergia tanto necessaria quanto tardiva. Per anni si è assistito a interventi paralleli, spesso scoordinati, che rischiavano di lasciare vuoti normativi proprio nei punti più sensibili del digitale. Ora si compie un passo importante verso un’azione pubblica più coerente e incisiva. Ma perché funzioni, serviranno risorse adeguate, competenze aggiornate e un dialogo costante con il mondo che cambia.
