Protezione dei minori online: San Marino vince la battaglia legale contro TikTok

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Il tribunale di San Marino ha confermato la sanzione da 3,5 milioni di euro inflitta a TikTok per non aver messo in campo controlli adeguati sull’età dei propri utenti più giovani. L’inchiesta era partita dopo la segnalazione di iscrizioni massicce di ragazzi con meno di sedici anni, avvenute senza verifiche puntuali e senza che vi fosse un consenso esplicito da parte dei genitori. Durante il procedimento, l’Autorità garante ha evidenziato come la piattaforma non avesse adottato meccanismi tecnici capaci di individuare dichiarazioni mendaci o tentativi di elusione delle regole, nonostante ripetute richieste di chiarimento.

Il ricorso presentato da TikTok non ha convinto i giudici, che hanno richiamato nel provvedimento anche l’atteggiamento collaborativo mostrato in passato da altri operatori digitali. In casi analoghi, ad esempio, Meta aveva risposto prontamente alle contestazioni e, pur subendo una multa nel 2019, aveva ottenuto una riduzione grazie alle misure correttive implementate. Nel caso del social cinese, invece, l’assenza di un dialogo tempestivo e la mancanza di strumenti efficaci per proteggere i minori hanno reso inevitabile una sanzione elevata.

Patrizia Gigante, presidente dell’Autorità, ha spiegato che il pronunciamento non è solo un successo locale ma rappresenta un segnale forte rivolto alle grandi piattaforme: l’obbligo di rispettare le norme sulla tutela dei dati personali vale ovunque, indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa. Ha inoltre sottolineato che il provvedimento potrà essere preso a riferimento da altri Stati interessati a rafforzare la protezione dei minori sul web. È interessante notare come una realtà così piccola possa imporre il rispetto di principi che molti ritenevano difficili da far valere a livello globale. È un promemoria, per chi opera nel digitale, che le regole non sono meri adempimenti ma architravi di fiducia.

La vicenda evidenzia una tendenza in crescita: le autorità nazionali stanno dimostrando di poter influenzare il comportamento di imprese mondiali, creando precedenti che potrebbero tradursi in nuove misure di conformità e in maggiore attenzione alle responsabilità verso gli utenti più giovani. Forse è il momento di chiederci se stiamo costruendo piattaforme per crescere o soltanto per accumulare dati.