Il ranking aggiornato di Casaleggio Associati sui siti di e-commerce più visitati in Italia, pubblicato a gennaio 2026, offre una fotografia netta di come si distribuisce l’attenzione online nel mercato nazionale. I numeri raccontano una concentrazione molto marcata. Amazon supera i 41 milioni di utenti unici stimati, Temu si posiziona intorno ai 16 milioni ed eBay completa il podio con oltre 11 milioni. Il dato di traffico, da solo, dice già molto. Se però lo si affianca alla durata media delle visite e alla frequenza di rimbalzo, emerge una dinamica più profonda che riguarda abitudini di acquisto, modelli di piattaforma e scelte strategiche delle imprese digitali.
Come viene costruito il ranking e perché conta?
Il ranking prende in considerazione visitatori unici stimati, tempo medio di permanenza e bounce rate, combinandoli in un indice di popolarità che consente di confrontare oltre dodicimila aziende attive in diciassette settori. SI va oltre i dati del fatturato, guardando all’attenzione e al comportamento degli utenti. Per chi lavora nel digitale, questo tipo di misurazione è spesso più utile dei volumi di vendita, perché anticipa dove si sposteranno budget pubblicitari, investimenti in visibilità e scelte di canale. Quando milioni di persone trascorrono diversi minuti su una piattaforma, significa che quel luogo è diventato uno spazio stabile della decisione di acquisto.
Amazon, Temu ed eBay: modelli diversi, stessa centralità
Amazon mantiene una posizione dominante sia per dimensioni sia per qualità dell’interazione. Oltre al numero di utenti, colpisce la permanenza media superiore ai nove minuti, segnale di un utilizzo che va oltre l’acquisto impulsivo e include confronto, ricerca e ritorni frequenti. Temu, al contrario, mostra un profilo più orientato alla scoperta rapida e alla spinta promozionale, con una crescita accelerata che ha pochi precedenti nel mercato italiano. Il bounce rate più alto suggerisce un traffico fortemente stimolato da offerte e advertising, con un pubblico che entra, valuta e decide in tempi brevi. eBay si colloca in una posizione diversa, con sessioni lunghe e una relazione più riflessiva con l’utente, legata a ricerca, usato e confronto tra alternative.
Questi tre modelli convivono e attraggono pubblici parzialmente diversi, ma condividono un elemento chiave: assorbono una quota enorme dell’attenzione complessiva disponibile. Il resto del mercato, anche quando include brand noti, opera su volumi molto più ridotti e con margini di manovra limitati sul piano della visibilità organica.
Le implicazioni per chi vende e investe online
Per un’impresa che opera nell’e-commerce, il ranking pone una domanda pratica, dove ha senso competere e con quali strumenti. La presenza su un grande marketplace garantisce accesso a un pubblico vastissimo, ma introduce dipendenze su prezzi, commissioni e regole della piattaforma. Al tempo stesso, costruire traffico su un canale proprietario richiede investimenti crescenti e una proposta di valore molto chiara, capace di giustificare uno spostamento dell’utente fuori dagli ambienti dominanti.
Il quadro che emerge è quello di un mercato a gravità elevata, in cui pochi poli attraggono la maggior parte del tempo e delle decisioni di acquisto.
