Rimozione delle recensioni: rischio abuso o opportunità per le imprese?

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Alcune aziende tedesche segnalano in massa recensioni negative come diffamatorie sfruttando l’Articolo 16 del Digital Services Act. Le piattaforme, per proteggersi legalmente, rimuovono i contenuti senza verifiche approfondite. Un fenomeno che divide: manipolazione sistematica o difesa legittima contro commenti falsi?

Recensioni online e diritto alla reputazione: cosa cambia con il Digital Services Act

Il Digital Services Act, pienamente operativo dal 17 febbraio 2024, ha introdotto nuovi strumenti per segnalare contenuti illeciti online. In Germania, alcune aziende hanno iniziato a utilizzare l’Articolo 16 della normativa per segnalare recensioni negative su piattaforme come Google, TripAdvisor e Trustpilot. Questi commenti, spesso pubblicati da utenti anonimi o non verificati, vengono classificati come diffamatori. Le piattaforme, chiamate a rispondere in caso di inazione, preferiscono rimuovere i contenuti senza indagare sulla loro autenticità.

Il meccanismo sta attirando attenzione: da una parte emerge il sospetto di un uso strategico del regolamento per rimuovere critiche legittime, dall’altra si evidenzia la difficoltà crescente di distinguere tra feedback autentici e recensioni false, scritte per danneggiare la reputazione di un’attività. La questione non riguarda solo le aziende coinvolte, ma mette in discussione l’equilibrio tra trasparenza informativa e diritto alla protezione reputazionale. In questo contesto, il DSA diventa strumento potente, ma ambivalente.

Piattaforme e verifiche inesistenti: il nodo dell’autenticità

Il sistema delle recensioni online poggia da anni su un equilibrio fragile. Le piattaforme hanno favorito la spontaneità degli utenti, ma spesso hanno trascurato l’esigenza di controlli seri sull’identità di chi pubblica e sull’attendibilità dei contenuti. La possibilità di segnalare recensioni sospette, introdotta dal DSA, può essere letta come un’occasione per rimediare a questa fragilità. Tuttavia, quando le segnalazioni diventano massicce e mirate, si rischia di alterare l’informazione disponibile, creando una vetrina digitale troppo levigata per essere reale.

È necessario un cambio di passo. Le piattaforme devono dotarsi di strumenti più robusti per verificare l’autenticità delle recensioni e garantire trasparenza nei processi di rimozione. Parallelamente, le imprese devono utilizzare le segnalazioni con responsabilità, senza cedere alla tentazione di costruire un’immagine priva di critiche. Anche l’Europa dovrà intervenire, chiarendo i confini tra diritto alla cancellazione di contenuti dannosi e tutela della libertà d’espressione.

Quando le regole mancano o sono applicate con superficialità, si crea uno spazio fertile per distorsioni e abusi. Ma una regola ben scritta, se ben applicata, può rafforzare la fiducia nel digitale e ridurre le zone d’ombra.

In Italia, il tema non è meno attuale. Le aziende digitali e chi lavora nel settore dovrebbero guardare con attenzione a quanto accade in Germania. Il DSA non è solo una cornice giuridica, ma uno specchio delle scelte etiche e strategiche di chi opera online. Ed è proprio nel confine sottile tra legittima tutela e censura preventiva che si gioca una parte importante del futuro della reputazione digitale.