La vicenda che coinvolge Tannico segna un punto di svolta per il commercio digitale italiano. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha imposto una sanzione di 150mila euro alla società milanese per aver promosso online offerte di vini e bevande alcoliche che non corrispondevano a reali riduzioni di prezzo. Un episodio che mette in evidenza quanto la trasparenza nei meccanismi di pricing sia oggi centrale per chi opera nell’e-commerce.
Antitrust e regole sulle promozioni online
Secondo l’Antitrust, tra novembre 2024 e luglio 2025 Tannico ha presentato come “in promozione” diversi prodotti che, in realtà, avevano prezzi uguali o persino superiori a quelli più bassi dei trenta giorni precedenti. Sui canali digitali dell’azienda comparivano diciture come “offerta” o “promozione” affiancate da formule del tipo “prima era” e “ora a prezzo scontato”, inducendo il consumatore a ritenere di trovarsi di fronte a un vantaggio economico. L’Autorità ha considerato tale condotta contraria agli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo e all’articolo 6-bis della direttiva europea 98/6, che impone di calcolare ogni sconto sul prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti la promozione.
La decisione si fonda anche sulla sentenza “Aldi” della Corte di giustizia dell’Unione europea del settembre 2024, secondo cui un prezzo pubblicizzato come scontato non può coincidere né superare quello precedente. Tannico ha sostenuto di aver usato la parola “promozione” in senso generico, senza intenzione di ingannare, ma l’Antitrust ha ritenuto che la pratica potesse comunque falsare la percezione dei consumatori. Durante l’istruttoria, la società ha modificato il sito e l’app per adeguarsi alle norme, eliminando i messaggi ambigui e allineando la struttura dei prezzi alle regole europee.
E-commerce e fiducia digitale
Il caso dimostra come la trasparenza dei prezzi non sia più un dettaglio tecnico ma un elemento di fiducia. Ogni piattaforma che gestisce vendite online deve assicurare coerenza tra il messaggio pubblicitario e il reale beneficio economico per l’utente. Le strategie di marketing automatizzate e i sistemi di prezzo dinamico devono essere progettati per rispettare il principio del “prezzo più basso dei trenta giorni”, evitando che logiche algoritmiche o errori di configurazione si traducano in pratiche scorrette.
L’Antitrust ha fissato l’importo della sanzione a 150mila euro, tenendo conto delle perdite di bilancio dichiarate da Tannico e della collaborazione mostrata nel corso del procedimento. Pur non essendo tra le sanzioni più elevate, la decisione assume un valore simbolico: introduce un precedente per tutto il settore del commercio elettronico italiano. Chi vende online deve poter dimostrare che ogni offerta rappresenta un reale risparmio, documentando l’andamento dei prezzi e mantenendo tracciabilità storica.
Per chi lavora nel digitale, la lezione è chiara: la credibilità vale più di qualsiasi sconto. Nel nuovo ecosistema dell’e-commerce, la competitività non si misura solo sul prezzo ma sulla capacità di garantire chiarezza, correttezza e rispetto delle regole. La trasparenza non è un obbligo burocratico, è la base su cui si costruisce la fiducia digitale.
