Editoriale

Semplificazione o resa?

Antonino Polimeni

Avvocato, fondatore di Polimeni.Legal, da oltre vent’anni si occupa di diritto applicato al mondo digitale. Autore di numerosi libri, è presidente dell’Associazione Digital for Children, con cui promuove l’educazione digitale e guida missioni umanitarie nel mondo. Difende un’idea semplice: la tecnologia deve servire alle persone, non dominarle.

E allora, la Commissione europea ha presentato questo “Digital Omnibus” come un bel gesto di ordine. Meno burocrazia per tutti e più chiarezza. Bene.

Ma attenzione: pensate che la “semplificazione”, sia solo un fatto tecnico-giuridico? Vi sbagliate. La semplificazione è un vero movimento politico. Un’operazione di ingegneria istituzionale che ridisegna rapporti di forza, ancor prima di moduli e adempimenti.

Perché ognuno di noi si faccia una idea di dove stiamo andando, o di dove siamo finiti (e con l’umiltà di non pretendere di spiegarlo del tutto) bisogna separare i protagonisti e osservare come si muovono. Questo è l’obiettivo di questo articolo. Separarli.

E allora iniziamo.

1) Da una parte ci sono gli utenti: sulla carta, i beneficiari della riforma.
Il racconto è semplice e rassicurante: “ti liberiamo dagli obblighi ripetitivi, ti restituiamo una navigazione più pulita, ti mettiamo al centro”.

2) Poi ci sono le imprese. Soprattutto PMI e mid-cap, categoria ormai diventata parola magica a Bruxelles. A queste il Digital Omnibus promette ossigeno: meno duplicazioni, processi più rapidi, regole più lineari. Perfetto, in teoria.

3) Poi c’è il terzo attore. Quello che non vota, non risiede nell’UE, non appare nelle conferenze stampa. Quello che però implementa gli standard tecnici che trasformano una norma in esperienza quotidiana. Sto parlando delle piattaforme globali. E probabilmente è qui che la semplificazione rivela la sua natura più ambigua. Vedremo perché.

4) Continuiamo con i politici, il Parlamento europeo. Perché il contesto politico, in questo caso, è quello che dà una chiave di lettura abbastanza nitida.
Perché il Digital Omnibus arriva nel mezzo di una ondata di deregolamentazione che sta attraversando tutta la macchina europea e non solo. Lo abbiamo già visto con Omnibus I, il pacchetto che ha riaperto e indebolito alcune leggi sulla sostenibilità. E, soprattutto, lo abbiamo visto nel modo in cui è passato: il PPE si è alleato con l’estrema destra. Un precedente politico enorme. Segnale che forse la parola d’ordine “semplificazione” sta diventando il cavallo di Troia per qualcos’altro. Ma per cosa?

5) Le lobby: ah le lobby, certo. Giustamente. I dati pubblici sono: centinaia di incontri tra eurodeputati e associazioni industriali, consultazioni dominate da aziende, senza ONG né sindacati, richieste esplicite di Big Tech, chimica, energia, agribusiness e finanza di “alleggerire” norme considerate troppo severe. Del resto, giova qui rammentare che Meta a gennaio ha inserito nel proprio CdA il buon Jhon Elkann, uno dei più potenti lobbisti europei, uno che se deve parlare con Ursula, prende il telefono e chiama sul suo numero privato. Per intenderci.

6) E poi ci sono gli USA. Perché negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha riaperto la stagione del protezionismo. Le Big Tech statunitensi hanno un solo grande sogno: sfondare le barriere delle regole europee per poter lucrare di più. Nelle varie riunioni con Trump hanno chiesto questo e solo questo. Il presidente è arrivato a togliere dal piatto della bilancia i dazi se dalla nostra parte togliamo le regole.

E allora, iniziate a vederci qualcosa di più chiaro in questa deregolamentazione?

Non ho scritto questo articolo per consigliarvi di essere pro o contro.Il punto non è decidere se questa riforma sia giusta o sbagliata. Non è il momento dei giudizi, ma della comprensione di cosa sia davvero questa normativa.

Perché se pensiamo che la Digital Omnibus sia una pulizia degli armadi, sbagliamo e di grosso. È, invece, un vero e proprio ridisegno della planimetria della casa.
E allora, capiamola e chiediamoci tutti achi conviene davvero questa nuova idea di “semplicità”?