Smart glasses e privacy, la California introduce reati penali per chi registra nei negozi e impone il consenso esplicito

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Il Senate Bill 1130 modifica il Codice Penale della California e impone il consenso esplicito per registrazioni con dispositivi indossabili nei luoghi commerciali. Previsti nuovi reati per la disattivazione delle luci LED che segnalano la captazione audio e video. Ecco cosa cambia per aziende tecnologiche, datori di lavoro e sviluppatori di wearable intelligenti.

La California ha deciso di intervenire su un terreno che sta diventando sempre più delicato. L’uso di smart glasses e dispositivi indossabili capaci di registrare audio e video in modo quasi impercettibile all’interno di negozi, studi professionali e ambienti di lavoro sta diventando sempre più frequente e pone diversi problemi. Con il Senate Bill 1130, presentato il 17 febbraio 2026 dalla senatrice Eloise Gómez Reyes, il legislatore modifica il Codice Penale introducendo nuove fattispecie e aggiornando le norme esistenti in materia di intercettazioni.

Smart glasses e consenso esplicito nei luoghi commerciali

Il cuore della proposta è chiaro: nei luoghi di attività commerciale, cioè negli spazi fisici in cui si ricevono beni o servizi, chi utilizza un dispositivo indossabile per registrare altre persone deve ottenere un consenso esplicito. Non basta che l’oggetto sia visibile o che la tecnologia sia ormai diffusa. L’autorizzazione deve essere chiara e specifica, soprattutto quando ci si trova in contesti in cui possono emergere informazioni sanitarie, finanziarie o personali. La disciplina si concentra su ambienti semi-privati, lasciando fuori strade e parchi pubblici, e punta a rafforzare la tutela della riservatezza proprio dove le persone si aspettano una protezione maggiore.

Il testo introduce inoltre le Sezioni 632.8 e 632.9 e amplia la nozione di dispositivo interessato: qualsiasi wearable che possa essere portato sul corpo e che sia in grado di registrare o trasmettere audio e video rientra nel perimetro, inclusi smart glasses, smartwatch con microfono e body cam. L’approccio è mirato, ma la definizione resta volutamente ampia per intercettare l’evoluzione tecnologica.

LED di registrazione e responsabilità penale

Uno degli aspetti più innovativi riguarda le luci LED che segnalano la registrazione. Molti dispositivi integrano indicatori luminosi che si attivano durante la captazione. Il disegno di legge qualifica come reato la loro disattivazione e rende illecito anche produrre, vendere o detenere strumenti destinati a renderli inattivi. La scelta è significativa e vuol far diventare la trasparenza tecnica un requisito giuridico, tutelato penalmente prima ancora che si verifichi un danno concreto.

Le sanzioni seguono l’impianto già previsto per le intercettazioni. Per la prima violazione è prevista una multa fino a 2.500 dollari, la reclusione fino a un anno o entrambe; in caso di recidiva si può arrivare a 10.000 dollari per ogni violazione. Il legislatore punta a creare un effetto deterrente, intervenendo sul comportamento dell’utilizzatore e, indirettamente, sulle scelte progettuali dei produttori.

Il contesto aiuta a comprendere la tempistica. I wearable di nuova generazione integrano funzioni di intelligenza artificiale sempre più sofisticate: traduzione in tempo reale, riconoscimento di oggetti, assistenza contestuale. Nel 2024 Meta ha rafforzato le funzionalità dei Ray-Ban Meta con sistemi audio e video evoluti, accompagnando il lancio con riferimenti agli indicatori LED come garanzia di trasparenza. La proposta californiana prende atto di questa evoluzione e la traduce in obblighi normativi precisi.

Per le imprese e per chi opera nel digitale le implicazioni sono concrete. Nei luoghi di lavoro si intrecciano poteri organizzativi, tutela della privacy, disciplina delle prove e responsabilità civile. Una registrazione effettuata da un dipendente tramite smart glasses verso colleghi o superiori, in assenza di consenso, potrebbe assumere rilievo penale. Questo incide sulle policy interne, sulla formazione del personale e sulle scelte di compliance adottate dalle aziende che sviluppano o distribuiscono tali dispositivi.

Osservata dall’Europa, la proposta rappresenta un banco di prova interessante. Il quadro europeo garantisce una tutela articolata dei dati personali, ma manca una disciplina specifica sui dispositivi indossabili e sugli obblighi tecnici di segnalazione della registrazione. L’esperienza californiana mostra una possibile traiettoria: intervenire sul design dei prodotti per rendere visibile l’atto di registrare e rafforzare la fiducia nei contesti professionali e commerciali.