Stop alle recensioni fasulle, l’Italia adotta la prima legge nazionale sul tema

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Il Ddl PMI fissa nuovi criteri per la pubblicazione delle recensioni su turismo e ristorazione. Solo i commenti verificabili e legati a un acquisto reale saranno considerati leciti, con validità di due anni. L’Antitrust definirà linee guida per garantire trasparenza e tutela dei consumatori nel rispetto del DSA.

Le nuove regole sulle recensioni online introdotte dal disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese segnano un cambio di prospettiva nel rapporto tra piattaforme digitali, imprese e consumatori. L’Italia diventa così uno dei primi Paesi europei a dotarsi di una normativa organica per tutelare l’autenticità dei giudizi pubblicati sul web, soprattutto nei settori del turismo e della ristorazione, dove la reputazione digitale incide direttamente sul fatturato delle attività.

Recensioni solo verificate e con scadenza biennale

Gli articoli 12, 13 e 14 del Ddl PMI stabiliscono che una recensione può essere considerata lecita solo se pubblicata entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del prodotto o servizio. Il legislatore introduce così un principio di verifica temporale che riduce il rischio di manipolazioni e garantisce maggiore aderenza tra esperienza reale e contenuto online. Ogni recensione dovrà inoltre essere accompagnata da una prova d’acquisto – come la ricevuta fiscale o un documento analogo – che ne attesti la genuinità. Trascorsi due anni, il commento perde automaticamente valore legale e non potrà più essere utilizzato nei sistemi di rating o promozione. La misura vuole evitare l’effetto “archivio”, cioè l’accumulo di valutazioni ormai superate che falsano la percezione della qualità di un’impresa.

Il ruolo dell’Antitrust e l’allineamento con il Digital Services Act

Per vigilare sul rispetto delle nuove regole, il testo affida all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il compito di emanare linee guida operative e monitorare la diffusione delle recensioni ingannevoli. L’Autorità potrà suggerire accorgimenti tecnici per verificare l’autenticità dei commenti e coordinarsi con le piattaforme digitali in caso di contenuti illeciti. La norma è stata notificata alla Commissione europea per assicurare la piena compatibilità con il Digital Services Act, che armonizza a livello europeo la responsabilità degli intermediari online. Bruxelles ha chiesto chiarimenti su alcuni aspetti, come la durata delle recensioni e le modalità di rimozione, ma ha accolto positivamente l’impianto generale, riconoscendo l’obiettivo di maggiore trasparenza a tutela dell’utente.

Le imprese che operano nel turismo e nella ristorazione potranno richiedere la cancellazione delle recensioni non conformi ai criteri di liceità o non più attuali, seguendo le procedure previste dal DSA. In questo modo il diritto di rimozione viene ancorato a un quadro europeo chiaro, evitando conflitti tra norme nazionali e regolamenti comunitari.

Un passo avanti per la trasparenza digitale

Il provvedimento rappresenta un riconoscimento formale del valore economico della reputazione online. In un mercato in cui una singola recensione può orientare le scelte di migliaia di utenti, garantire l’autenticità delle valutazioni significa proteggere non solo il consumatore, ma anche l’impresa onesta che investe sulla qualità. L’intervento legislativo impone alle piattaforme un cambio di paradigma: da semplici spazi di espressione a strumenti di responsabilità condivisa. Le aziende dovranno aggiornare i propri sistemi interni di moderazione, prevedendo controlli automatici o verifiche documentali che dimostrino l’effettiva esperienza dell’utente.

Con l’attuazione delle nuove disposizioni, l’Italia si prepara a inaugurare una fase in cui la regolazione digitale non limita la libertà d’espressione, ma la qualifica. Il prossimo passo sarà l’adozione delle linee guida dell’Antitrust, che dovranno trasformare la teoria in prassi quotidiana, rendendo più sicuro e credibile il sistema delle recensioni online.