Australia

Adolescente ripreso di spalle mentre guarda uno smartphone spento in un contesto urbano australiano, con skyline sfocato sullo sfondo, a rappresentare il tema del divieto di accesso ai social per i minori

Social vietati agli under 16, in Australia Meta cancella mezzo milione di account

4 minuti di lettura 13 Gennaio 2026

a nuova normativa australiana che limita l’accesso ai social network ai minori di 16 anni è già operativa e costringe le piattaforme a verificare l’età degli utenti. Il caso Meta mostra come l’enforcement incida su dati personali, responsabilità e modelli di verifica dell’età online. Un precedente che alimenta il dibattito globale su tutela dei minori, privacy e regolazione dei servizi digitali

adolescente che guarda lo schermo spento di uno smartphone in una stanza buia, con luce fredda sul viso.

Australia, stop ai minori di 16 anni sui social e YouTube si arrende

3 minuti di lettura 3 Dicembre 2025

In Australia entra in vigore la legge che vieta l’uso dei social ai minori di 16 anni. YouTube, dopo TikTok e Instagram, chiuderà gli account degli adolescenti entro il 10 dicembre. Il provvedimento punta a rendere il web più sicuro, ma divide esperti e piattaforme.

Cinque adolescenti seduti davanti al porto di Sydney al tramonto, con lo skyline sullo sfondo, osservano i propri smartphone spenti in un’atmosfera calma e riflessiva

L’Australia chiude i social agli under 16, l’Europa verso un modello diverso

3 minuti di lettura 29 Ottobre 2025

Dal 10 dicembre Meta e TikTok si adegueranno alla nuova legge australiana che vieta ai minori di 16 anni l’uso dei social network. La misura, pensata per proteggere i minori, solleva interrogativi su privacy, libertà e proporzionalità del controllo digitale e anche sulla sua effettiva applicazione

Deloitte rimborsa il governo dopo un report scritto con l’intelligenza artificiale

2 minuti di lettura 8 Ottobre 2025

Il colosso della consulenza ha ammesso di aver usato strumenti di intelligenza artificiale nella redazione di un rapporto governativo da 440.000 dollari. Il documento conteneva errori e riferimenti inesistenti, portando alla decisione di restituire parte del pagamento. La vicenda riaccende il dibattito sulla responsabilità umana nell’uso dell’AI nei servizi professionali.