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Due smartphone su sfondo chiaro mostrano le interfacce di Apple Maps e Apple Ads, a rappresentare i servizi esclusi dal Digital Markets Act secondo la decisione della Commissione europea.

Apple Ads e Apple Maps fuori dal Digital Markets Act. Una decisione che farà discutere

3 minuti di lettura 6 Febbraio 2026

La Commissione europea ha deciso che Apple Ads e Apple Maps non rientrano tra i servizi regolati dal Digital Markets Act perché non hanno un ruolo determinante nel collegare imprese e utenti nell’Unione europea. Una scelta che chiarisce come l’UE valuta il potere di mercato delle piattaforme digitali e quando scattano davvero le regole sui gatekeeper.

Schermo con logo Meta riflesso su un tavolo in vetro, con bandiere dell’Unione Europea sullo sfondo sfocato

Nuovo equilibrio tra pubblicità e privacy, Meta corre ai ripari dopo la sanzione UE

3 minuti di lettura 9 Dicembre 2025

Dopo la sanzione da 200 milioni di euro, Meta presenta un modello rivisto per Facebook e Instagram. Arriva una terza opzione che limita la raccolta dei dati, ma la Commissione avverte: la valutazione formale arriverà solo nel 2026. La sfida resta aperta tra libertà del consenso, profili pubblicitari e regole del Digital Markets Act

Primo piano di uno smartphone che mostra il logo bianco di X e un badge blu su sfondo scuro, con la bandiera dell’Unione europea sfocata sullo sfondo.

Il DSA si fa concreto e colpisce Musk, 120 milioni a X per mancanza di trasparenza

3 minuti di lettura 5 Dicembre 2025

La Commissione europea sanziona X per design ingannevole, scarsa trasparenza pubblicitaria e ostacoli all’accesso ai dati per la ricerca. È il primo caso di non conformità formale sotto il Digital Services Act e segna l’inizio di una nuova fase nei rapporti tra piattaforme globali e regolazione europea

logo di Meta illuminato sulla facciata di un grattacielo di vetro, di notte, con riflessi di luci urbane

Sedici miliardi di dollari di truffe, l’indagine che scuote Meta

3 minuti di lettura 7 Novembre 2025

Un’inchiesta internazionale rivela come Meta avrebbe guadagnato miliardi da annunci ingannevoli e prodotti vietati. I documenti interni mostrano un sistema che monetizza il rischio invece di eliminarlo. Le autorità europee valutano l’impatto del caso alla luce del Digital Services Act

giovane uomo con occhiali utilizza un laptop per chattare con un chatbot di intelligenza artificiale, in un ambiente moderno

Nuova strategia di Meta: le conversazioni con l’IA guidano gli annunci

2 minuti di lettura 2 Ottobre 2025

Meta integrerà le conversazioni degli utenti con il suo chatbot di intelligenza artificiale nei sistemi di profilazione pubblicitaria. L’obiettivo è proporre contenuti e annunci sempre più mirati. Ma l’uso di dialoghi personali solleva nuove questioni su privacy e trasparenza.

Conferenza internazionale sulla privacy e l’intelligenza artificiale con delegati e bandiere di diversi

Global Privacy Assembly, l’IA deve rispettare le regole sulla protezione dei dati

3 minuti di lettura 25 Settembre 2025

A Seoul oltre 140 autorità hanno ribadito che i sistemi di intelligenza artificiale non possono eludere le norme di protezione dei dati. Il Garante italiano ha guidato il confronto su consenso, pubblicità e trasferimenti internazionali, mentre cresce l’urgenza di un quadro chiaro per l’uso dei dati nei modelli linguistici.

Mani che digitano su un laptop con icone digitali di privacy e regolamentazione che richiamano DSA e GDPR.

Pubblicità, algoritmi e minori: nuove linee guida UE su DSA e GDPR

2 minuti di lettura 12 Settembre 2025

Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha approvato linee guida sull’applicazione coordinata del Digital Services Act e del GDPR. Le piattaforme digitali dovranno rivedere pratiche pubblicitarie, sistemi di raccomandazione e gestione dei minori. Una consultazione pubblica è già aperta e porterà a ulteriori sviluppi.

Tre bambini in silhouette osservano un grande schermo con i loghi di Google e YouTube, in un ambiente dai toni aranciati con atmosfera evocativa e misteriosa.

Google chiude una causa sulla privacy dei minori con un accordo da 30 milioni

3 minuti di lettura 20 Agosto 2025

Google ha accettato di pagare 30 milioni di dollari per risolvere una class action negli Stati Uniti, che lo accusava di aver raccolto dati personali di bambini su YouTube senza il consenso dei genitori. Il caso riguarda contenuti rivolti ai minori visualizzati tra il 2013 e il 2020. L’accordo è ora al vaglio di un giudice federale.