La voce di Taylor Swift adesso ha un numero di pratica negli archivi dell’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti. La popstar ha depositato il 25 aprile 2026 tre domande di registrazione di marchio presso lo USPTO, intestate alla sua società TAS Rights Management, con l’obiettivo dichiarato di costruire uno scudo legale contro i deepfake prodotti dall’intelligenza artificiale. Due domande riguardano altrettante clip audio della sua voce; la terza protegge una fotografia di scena.
Voce, immagine e marchio, ecco cosa ha depositato Swift e perché conta
Nelle registrazioni audio, Swift pronuncia frasi promozionali legate al suo ultimo album “The Life of a Showgirl”: in una dice “Hey, it’s Taylor Swift, and you can listen to my new album on demand on Amazon Music Unlimited”, nell’altra “Hey, it’s Taylor. My brand new album is out on October 3 and you can click to presave it on Spotify”. La fotografia, anch’essa oggetto di domanda di marchio, la ritrae sul palco con una tuta luccicante multicolore e una chitarra rosa con tracolla nera.
A portare la notizia all’attenzione pubblica è stato l’avvocato specializzato in marchi Josh Gerben, che sul proprio blog ha spiegato come le tre domande siano state costruite specificamente per affrontare i rischi posti dall’intelligenza artificiale generativa. Il diritto di pubblicità, che già esiste negli ordinamenti statunitensi a livello statale, offre una protezione parziale contro l’uso non autorizzato dell’identità altrui, ma presenta limiti evidenti quando si parla di sistemi AI che imitano una voce senza tecnicamente “copiare” una registrazione preesistente. Il marchio federale colma questo spazio: se qualcuno producesse contenuti artificiali riconducibili alle clip o all’immagine registrate, il team legale di Swift avrebbe strumenti processuali diretti per avviare un’azione presso un tribunale federale, con possibilità di tutela inibitoria e risarcitoria più ampie rispetto a quelle garantite dalla sola normativa statale. Gerben ha tuttavia precisato che registrare la voce parlata di una persona come marchio sonoro è un utilizzo completamente inedito, che non ha ancora trovato applicazione in nessuna sentenza.
I marchi sonori hanno una storia consolidata nel diritto americano, il ruggito del leone della MGM, il jingle NBC, la risatina del Pillsbury Doughboy sono esempi entrati nella cultura popolare, ma sono sempre stati associati a brand e loghi, mai a persone fisiche. Applicarli all’identità individuale rappresenta un salto concettuale rilevante.
Un precedente che arriva dopo anni di deepfake e un primo caso già approvato
Swift non è arrivata a questa decisione in modo improvvisato. Negli ultimi anni la sua immagine è stata utilizzata senza consenso in modi molto diversi: clip false che la mostravano promuovere pentole da cucina hanno circolato online ingannando i fan, immagini sessualmente esplicite generate dall’IA sono diventate virali sui social, e persino l’ex presidente Donald Trump aveva condiviso fotografie manipolate che la ritraevano come sostenitrice della sua campagna elettorale. Ogni episodio ha reso più urgente la necessità di strumenti legali più efficaci, in un contesto in cui le tecnologie di generazione di contenuti sintetici diventano ogni mese più accessibili e più difficili da distinguere dall’originale. Prima di lei, Matthew McConaughey aveva percorso la stessa strada a gennaio 2026, diventando il primo personaggio di Hollywood a depositare domande di marchio comprendenti immagini, video e audio di se stesso, domande che sono già state approvate. L’attore aveva dichiarato al Wall Street Journal di voler costruire un perimetro chiaro attorno alla propria identità, con consenso e attribuzione come standard nell’era dell’IA.
Esperti del settore ritengono che questa strategia potrebbe diffondersi rapidamente tra altri artisti e personaggi pubblici, man mano che i sistemi di generazione audio e video diventano sempre più sofisticati. Parallelamente, la settimana scorsa YouTube ha annunciato un accordo con diverse agenzie di talenti per estendere l’accesso al proprio strumento proprietario di rilevamento dei deepfake, aprendo a celebrities e artisti la possibilità di richiedere la rimozione di contenuti non autorizzati direttamente dalla piattaforma.
