Verso un’UE digitale più “leggera”. Una task force al lavoro per semplificare

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Una Task Force del CEPS lavora per ridurre la complessità del sistema normativo digitale europeo. L’obiettivo è garantire regole più chiare e coerenti per PMI e imprese tech, senza sacrificare le tutele su dati e consumatori. Il report finale, atteso per marzo 2026, dovrebbe delineare un nuovo modello di governance digitale.

Il Centre for European Policy Studies (CEPS) ha avviato un lavoro ambizioso per ridisegnare il quadro normativo che regola il digitale in Europa. La sua Task Force, Next Steps for EU Law and Regulation for the Digital World, vuole alleggerire il “rulebook” dell’Unione europea, oggi stratificato tra Digital Markets Act, Digital Services Act, GDPR, Data Act, AI Act, Data Governance Act e Cyber Resilience Act. L’obiettivo è costruire un sistema coerente, capace di sostenere l’innovazione senza indebolire le tutele che hanno reso il modello europeo un riferimento mondiale.

Un percorso verso regole più chiare e accessibili

Negli ultimi anni, l’Europa ha prodotto un numero crescente di norme digitali per proteggere consumatori e imprese. Tuttavia, la stratificazione di leggi e regolamenti ha finito per generare sovrapposizioni e incertezze che pesano in modo particolare sulle PMI e sulle start-up. Il CEPS propone quindi un approccio pragmatico: mantenere la solidità delle regole, ma renderle più semplici da applicare e coerenti tra loro. La Task Force punta su riforme mirate, valutazioni d’impatto indipendenti e l’adozione di soluzioni RegTech per ridurre gli oneri di conformità. Un quadro regolatorio più lineare, sottolinea il gruppo di lavoro, non significa deregolamentare, ma favorire una governance più agile e reattiva ai cambiamenti tecnologici.

Dalla teoria alla pratica: i workshop del CEPS

Tra novembre 2025 e gennaio 2026, il CEPS organizzerà quattro workshop dedicati a temi chiave della governance digitale: l’allineamento tra il DMA e il diritto della concorrenza, il perfezionamento del DSA, il miglioramento della gestione dei dati e la coerenza dell’AI Act con le altre normative. Questi incontri riuniranno istituzioni, accademici, imprese e rappresentanti della società civile con l’obiettivo di delineare proposte concrete. Il rapporto finale, previsto per marzo 2026, offrirà una sintesi operativa delle riforme suggerite. Tra le priorità: una maggiore chiarezza normativa, la semplificazione dei processi di conformità e un miglior bilanciamento tra tutela dei diritti e libertà d’impresa. È un esercizio di equilibrio complesso, ma indispensabile per garantire che le regole non diventino un freno all’innovazione.

Un nuovo equilibrio per il digitale europeo

L’iniziativa del CEPS rappresenta un segnale importante: l’Unione europea sta riconoscendo che la forza delle proprie norme risiede non solo nella loro rigidità, ma nella capacità di adattarsi. Semplificare non significa ridurre la protezione, ma rendere la normativa più chiara e prevedibile. Per le aziende digitali italiane, in particolare, un contesto regolatorio più coerente può tradursi in minori costi di compliance, maggiore competitività e opportunità di crescita in un mercato unico realmente accessibile. Nel mondo digitale, le regole non devono servire per imbrigliare l’innovazione, ma per provare a governarla e potenziarla. Quando sono chiare, creano fiducia. Se, invece, diventano “bizantine”, rischiano di soffocare ciò che dovrebbero proteggere.